Dopo l'annuncio di Francesco Borgomeo, presidente di Unindustria Cassino, che intervenendo alla Consulta dei sindaci del Cassinate ha annunciato uno stanziamento di 100 milioni di euro a supporto del settore automotive, immediate arrivano le reazioni del mondo imprenditoriale e sindacale che con Acampora e De Angelis spiegano che ci sarà un tavolo permanente in Camera di Commercio con il nascente Consorzio Unico del Lazio.

Piena unità di intenti, dunque, tra i presidenti Acampora e De Angelis con il mondo del lavoro e le organizzazioni sindacali : «Le istituzioni, la politica e l'imprenditoria fanno quadrato sulla questione Stellantis e la Camera di Commercio del Basso Lazio e il nascente Consorzio Unico Industriale del Lazio faranno la loro parte, in sinergia con le organizzazioni sindacali. Abbiamo appreso con piacere le risultanze della Consulta dei sindaci del Lazio meridionale, convocata giovedì dal sindaco Enzo Salera, che ha visto la partecipazione anche dei consiglieri regionali del territorio, per scongiurare il rischio della chiusura dello stabilimento Fca Cassino Plant». Così il presidente della Camera di Commercio di Frosinone e Latina, Giovanni Acampora e il presidente del Consorzio Asi di Frosinone e commissario per il Consorzio Industriale del Lazio, Francesco De Angelis, sono intervenuti in una nota congiunta sulla spinosa vicenda.

«In rappresentanza del tessuto produttivo del territorio, dall'industria al commercio passando per il terziario e il turismo, saremo in prima linea istituendo un tavolo permanente sulla questione Stellantis -prosegue la nota - Del tavolo, che sarà istituito presso la sede dell'Ente camerale a Frosinone, faranno parte le organizzazioni sindacali e tutti gli attori principali del panorama produttivo e del lavoro del territorio. L'Automotive rappresenta per la provincia di Frosinone un settore strategico e di vitale importanza per l'economia, non soltanto per la presenza dello stabilimento di Piedimonte, ma anche per l'indotto che vi ruota attorno. Un indotto industriale, commerciale e di servizi. Per queste ragioni, la partita per salvare Stellantis e difendere i lavoratori e il tessuto imprenditoriale locale – concludono Acampora e De Angelis – va giocata facendo squadra. È il momento dell'unità. Di attivare tutte le sinergie utili per essere, insieme, i protagonisti di questa sfida che riguarda il futuro del nostro territorio».

All'unisono con le parole di Acampora e De Angelis arrivano quelle dei rappresentanti delle principali sigle sindacali. Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl Lazio: «Non esistono subordinate. Non possono esistere. Lo stabilimento Stellantis di Piedimonte deve rimanere esattamente dove sta. Il che vuol dire che la struttura deve diventare operativa e i posti di lavoro vanno salvaguardati. Tutti. È ora di interrompere il lungo periodo di cassa integrazione. La provincia di Frosinone ha bisogno di certezze. I lavoratori e le loro famiglie hanno bisogno di certezze. Ne ha bisogno l'intera economia. Il discorso va esteso alle fabbriche dell'indotto. Chiaro che il territorio deve essere attrattivo e tutti devono fare la loro parte. L'automotive rimane il settore fulcro del basso Lazio. Un tavolo di confronto è un ottimo punto di partenza. Occorre un'azione sinergica e rapida al tempo stesso. Lavoro, sviluppo e investimenti: è così che si costruisce il futuro».

Giovanni Gioia, segretario generale Cgil per Latina e Frosinone commenta: «Accogliamo positivamente e con slancio la proposta di un tavolo permanente presso la Camera di Commercio perché riteniamo che la situazione dello stabilimento più importante del Basso Lazio sia una situazione da monitorare con i soggetti che possono e devono intervenire su una vertenza così importante».

Francesco Giangrande segretario responsabile Uilm Cassino e Frosinone aggiunge: «Premetto che il sito di Piedimonte non è a rischio chiusura. Ritengo il tavolo permanente utile per rispondere tempestivamente all'urgente bisogno del sito Stellantis e di tutto l'indotto di nuovi modelli che garantiscano la continuità di lavoro anche alle aziende satellite».