Stralciati i debiti di una famiglia del capoluogo. È questo il risultato a cui si è giunti con l'omologa, da parte del magistrato della sezione fallimentare del Tribunale di Frosinone, Andrea Petteruti, dell'accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento, procedura prevista dalla Legge 3/2012 cd.
"legge anti suicidi", presentato da una coppia di coniugi che per anni ha vissuto l'incubo dei debiti.

Entrambi pensionati, in passato avevano tentato di avviare una piccola attività nel settore della ristorazione che però non ebbe i risultati sperati ritrovandosi così, con la chiusura dell'attività, a dover onorare oltre 70 mila euro di finanziamenti accesi presso più istituti di credito.

Difesi dall'avvocatessa Romina Macioce ed assistiti dal commercialista Claudio Carlini nella veste di organismo di composizione della crisi, i coniugi sono riusciti ad elaborare un piano di esdebitamento ed a trovare un accordo con tutti i creditori che prevede il pagamento del solo 30% del debito.

Spiega Claudio Carlini: «a fronte di una situazione di sovraindebitamento il soggetto ha a disposizione una serie di strumenti per risolvere lo stato di crisi o di insolvenza; l'accordo di composizione della crisi, con cui il debitore predispone un piano di ristrutturazione e cerca di accordarsi con una maggioranza qualificata di creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti, oppure, al ricorrere dei presupposti il piano del consumatore, caratterizzato dall'assenza di voto del ceto creditorio. Infine la liquidazione del patrimonio.
Ad eccezione dei soggetti che accedono al fallimento o ad altra procedura concorsuale, chiunque può accedere ad una procedura di sovraindebitamento, la L.
3/2012 è intitolata "Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento".

Il sovraindebitamento viene definito come la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio liquidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni. Con la legge n.
3 del 2012 si è voluto dotare il sistema legislativo di strumenti atti a contrastare l'usura e l'estorsione al verificarsi di situazioni di sovraindebitamento determinatosi a carico di famiglie o di imprenditori non soggetti alle procedure fallimentari, evitando che questi si rivolgano alla criminalità organizzata per reperire le risorse necessarie ad onorare le obbligazioni rimaste inadempiute, anche sotto la spinta crescente del disdoro sociale conseguente alle iniziative esecutive».