«È una ripresa precaria e senza mezzi termini, la certificazione arriva dai dati diffusi nella nota congiunta di Istat, Inps, Inail, Anpal e Ministero del Lavoro dei giorni scorsi. Ed è la conferma di quanto avevamo detto nelle scorse settimane, quando dopo aver approfondito le cifre e le analisi di Unioncamere, come Cisl Lazio parlammo di "ripresa fisiologica ma non strutturale"». Così Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl Lazio.

Oltre i numeri
Rileva Coppotelli: «È arrivato il momento di mettere insieme tutti questi numeri. Tra agosto e ottobre nel Lazio sono state previste 123.000 assunzioni: nelle professioni commerciali, nei servizi, nei profili generici. Ma ci sono anche operai, dirigenti e figure specializzate. Parliamo di circa 8.000 assunzioni su Frosinone, 10.000 su Latina, 3.000 su Viterbo, 2.000 su Rieti e circa 100.000 su Roma. Indubbiamente cifre al rialzo se si guarda al triennio precedente. Ma il punto è che si tratta nella stragrande maggioranza dei casi di contratti a termine. Poi sono arrivati, qualche giorno fa, i dati dell'Osservatorio Inps sul precariato: 3,3 milioni di attivazioni di rapporti di lavoro e quasi 2,4 milioni di cessazioni. Con un saldo positivo di 925.408 unità. Ma la gran parte delle attivazioni sono state per contratti a termine, stagionali, in somministrazione. Insomma, le assunzioni a tempo indeterminato sono state 552.440, il 16,3% del totale. Vero che si registra un saldo positivo (118.694 unità) anche per le assunzioni a tempo indeterminato, ma su questo dato ha influito molto il blocco dei licenziamenti».

La situazione
Argomenta il segretario regionale della Cisl: «E veniamo ai dati di Istat, Inps, Inail, Anpal e Ministero del Lavoro. I numeri hanno la testa dura: nel secondo trimestre dell'anno volano i contratti a termine. Nel dettaglio: il 35% di questi ha una durata inferiore a 30 giorni, il 37% tra due e sei mesi, solo lo 0,6% supera l'anno. Nella sostanza è evidente che nel periodo compreso tra aprile e giugno i contratti con durata breve sono tornati ai livelli della pre-pandemia. Ma non gli occupati a tempo indeterminato. Non dimentichiamo inoltre che molti occupati in realtà sono rientri dalla cassa integrazione. È una tendenza chiara, che si manifesta anche nel Lazio, nelle nostre province. Una ripresa non strutturale quindi. E il paradosso è che proprio in questi giorni si stanno delineando situazioni future pesanti per quanto riguarda la vita quotidiana delle famiglie. Ci riferiamo agli aumenti della luce, del gas, della benzina. Quelli sì, strutturali. In questo modo, soprattutto nel Lazio, dove la crisi ha colpito duramente sia nel medio che nel lungo periodo, è impossibile parlare di rilancio e di ripresa. La Cisl del Lazio non cambia impostazione: per noi occorre ripartire dalla lotta alle diseguaglianze e agire con tutte le energie che abbiamo affinché i lavori precari vengano trasformati in opportunità a tempo indeterminato. Soltanto così si potranno dare opportunità di futuro. Teniamo anche presente che solo un'occupazione stabile è in grado di trasmettere certezze, di alimentare i consumi, di aumentare la base fiscale dei contribuenti. Infine, ma non ultimo, c'è il profilo della dignità».

Le prospettive
Nelle scorse settimane è stato avviato un confronto, alla presenza del vicepresidente della Regione Daniele Leodori, del Capo di Gabinetto Albino Ruberti e degli assessori al lavoro Di Berardino ed allo sviluppo economico Orneli. Finalizzato all'approfondimento delle iniziative che la Regione Lazio sta mettendo in campo rispetto alla politica unitaria dei Fondi Sie 2021/2027, al bilancio regionale 2022/2025 e al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Spiega Coppotelli: «Sulla programmazione 2021/2027, la dotazione economica passa dai 3 miliardi della volta precedente a quasi 6 miliardi e mezzo dell'attuale e questo potrà assolutamente prevedere una disponibilità di risorse importanti se investite nei settori strategici, da aggiungersi chiaramente alle risorse del bilancio regionale». Sul Pnrr c'è una dotazione complessiva di 17.191.366.917 euro: 3,5 miliardi su digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, 3,5 su infrastrutture per la mobilità, 5,3 su rivoluzione verde e transizione ecologica, 2,1 su equità sociale, di genere e territoriale, 1,9 su istruzione, formazione, ricerca e cultura, 800.000 euro sulla salute.

Dichiara Enrico Coppotelli: «L'elenco degli interventi regionali proposti per l'inserimento nel "Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza", è stato inviato e su questo punto abbiamo chiesto ed ottenuto dalla Regione Lazio di aprire un confronto permanente sui contenuti del Piano, con un nostro coinvolgimento attivo attraverso una Cabina di Regia». Conclude: «Ora viaggiamo spediti verso il Patto per lo sviluppo e per il lavoro della Regione Lazio, fortemente sollecitato da Cgil, Cisl e Uil e che per noi può essere una risposta alle ataviche criticità del nostro territorio regionale. Infine sui licenziamenti, dal mese di agosto si è insediato un tavolo di monitoraggio, con la nostra partecipazione, per le crisi e per scongiurare possibili licenziamenti, attraverso il pieno rispetto dell'accordo sottoscritto lo scorso 29 giugno a livello nazionale con cui gli imprenditori si impegnano, prima di avviare interventi di risoluzione dei rapporti di lavoro, ad utilizzare tutti gli strumenti istituzionali e contrattuali a disposizione e previsti dalla legge».