Era stato investito e ucciso mentre attraversava di notte la Monti Lepini. Un polacco di 33 anni era morto così mentre cercava di passare dal ristorante dove aveva cenato all'albergo dove soggiornava. Il suo amico che lo precedeva ce l'aveva fatta, lui no, colpito in pieno da una Ford Focus condotta da D.M., ceccanese di 34 anni.

Quest'ultimo è stato processato per omicidio colposo davanti al giudice monocratico Francesca Proietti del tribunale di Frosinone. Il pm Mauro D'Angelo aveva chiesto una condanna a tre anni. Ma D.M., difeso dagli avvocati Antonino e Calogero Nobile, è stato assolto con la formula "perché il fatto non costituisce reato".

La tragedia si era consumata una domenica poco prima della mezzanotte tra Ceccano e Patrica. L'automobilista, dopo aver riaccompagnato a casa la fidanzata, stava rientrando a Ceccano da Giuliano di Roma percorrendo la Monti Lepini a bordo di una Ford Focus. All'improvviso si è trovato davanti il pedone e non ha potuto evitare l'impatto.

L'automobilista, in stato di choc, si è fermato e ha chiamato i soccorsi. Il primo ad arrivare sul posto è stato un agente di polizia di Frosinone che si trovava in zona. Ma quando è sopraggiunta l'ambulanza il polacco, da pochi giorni in Ciociaria per lavoro, era già deceduto.

Nel corso del processo la consulenza della difesa ha evidenziato che la Ford viaggiava entro il limite di velocità e che, anche se fosse andata a 50 all'ora (in quel tratto il limite è 90) la tragedia non si sarebbe potuta evitare.