«Secondo uno studio elaborato dalla Cgia di Mestre e pubblicato in queste ore, sono poco meno di 176.400 le imprese italiane che si trovano in sofferenza finanziaria, tra queste una su tre è ubicata al Sud. Parliamo di società non finanziarie e famiglie produttrici che sono state segnalate come insolventi dagli intermediari finanziari alla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia. Una "bollinatura" che, per legge, non consente a queste aziende di accedere ad alcun prestito erogato dal canale finanziario legale. Pertanto, non potendo beneficiare di liquidità, rischiano, molto più delle altre, di chiudere o di scivolare tra le braccia degli usurai».
È quanto afferma il consigliere comunale e delegato al Consiglio nazionale dell'Anci, Danilo Magliocchetti.

«La situazione - prosegue Magliocchetti - interessa anche la provincia di Frosinone. Infatti secondo il documento della Cgia, la provincia di Frosinone è al 45º posto sulle 107 monitorate. Laddove al 31 marzo 2021 , le imprese affidate ed in sofferenza sono 1.407 con una percentuale dello 0,8% sul totale. Questi numeri determinano un rischio usura potenziale per queste aziende, in quanto da un lato l'azione di sostegno alle imprese in materia di credito si è quasi esaurita, dopo l'emergenza Covid. Dall'altro, settembre è convenzionalmente considerato un mese "a rischio" a causa delle molteplici scadenze fiscali cui, le imprese in sofferenza, non riescono a fare fronte. E conseguentemente sono permeabili a potenziali fenomeni di usura».

«In questo contesto - conclude Magliocchetti - appare ancor più preziosa e fondamentale l'opera di prevenzione monitoraggio sul territorio messa in campo, da tempo ed in coerenza con il fenomeno pandemico, dal prefetto di Frosinone, Ignazio Portelli, che, attraverso le forze dell'ordine, valuta ogni possibilità di rischio per il tessuto imprenditoriale locale, che possa determinare una deriva verso l'usura. È necessario quindi mantenere assolutamente alta la guardia. Grazie dunque al Prefetto di Frosinone e a tutte le forze dell'ordine».