Accusato di tentato omicidio plurimo il detenuto campano che ha sparato nella cella di quattro detenuti nel carcere di Frosinone. E c'è anche un secondo indagato, per il reato di favoreggiamento. L'episodio, che riporta all'Italia degli anni di piombo, è accaduto alle 15.45 di domenica nella casa circondariale. Il sostituto procuratore Adolfo Coletta ha avviato le indagini per ricostruire per prima cosa come l'autore degli spari, nel frattempo trasferito in un altro carcere, si sia impossessato dell'arma, una pistola semiautomatica 7,65 con matricola abrasa. Sono state affidate due perizie, una sull'arma e l'altra sul drone, lo strumento usato per recapitare la pistola all'interno del carcere.

Fatto inquietante
La ricostruzione del fatto in sé sembra abbastanza chiara. Il detenuto napoletano, di 28 anni, Alessio Peluso di Miano, ospitato nell'alta sicurezza e detenuto per reati connessi alla criminalità organizzata, al momento di andare verso le docce ha sfoderato l'arma e ha minacciato un agente della polizia penitenziaria e si è fatto consegnare le chiavi della cella dove si trovavano quattro persone, tre albanesi e un ciociaro.

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