Ancora fiamme a Nocione. Gli autori degli episodi incendiari che si sono succeduti dalle ultime settimane di agosto fino a ieri nell'area dei veleni interrati non si sono fermati finché anche l'ultimo dei cumuli tirati fuori dalle viscere della terra (da vigili, finanza e tecnici), durante una delle indagini più lunghe e complesse di sempre, è stato dato in pasto al fuoco.

Una situazione gravissima, più volte denunciata dagli ambientalisti, finita anche alla ribalta delle cronache nazionali. Ma sembrerebbe ineluttabile: continui, purtroppo, i roghi registrati a Nocione. Negli ultimi anni gli episodi registrati sono stati molti ma nelle settimane più recenti la situazione sembra essere sfuggita di mano.

Prima il cumulo più piccolo, poi man mano gli altri: l'sos è scattato in momenti diversi. Sempre sul posto, insieme all'Ansmi, i vigili del fuoco. Nel precedente episodio pure l'arrivo di due autobotti e di un pick up.
Oltre alle fiamme, una nube nera visibile anche dalla superstrada. La Rai, ormai "di casa" a Cassino, è tornata più volte a documentare quei roghi.

Ieri anche l'ultimo dei cumuli è stato dato alle fiamme.
Il problema, però, non è nuovo. Lo scorso anno almeno un paio gli episodi che hanno fatto salire il livello d'allerta nella stessa area.

L'appello
«Ieri pomeriggio ancora rifiuti sanitari dati alle fiamme.
Alcuni cittadini alle 13.30 hanno allertato la Sezione Ansmi locale che ha chiesto l'intervento dei vigili del fuoco - ha spiegato il presidente Edoardo Grossi-  Questa estate sono state decine i roghi nell'area contaminata di Nocione e interdetta alla coltivazione e pascolo dal Comune di Cassino. Rinnoviamo l'appello alla politica di attenzionare il sito contaminato a tutela della salute pubblica. Ricordiamo che in 5.000 metri quadrati circa sono sepolti rifiuti di origine sanitaria e urbana che hanno imbrattato i terreni circostanti di metalli pesanti. Una minaccia sanitaria ancora in atto».