Ancora un fatto violento all'interno delle carceri laziali.
Lo denunciano Franco d'Ascenzi e Piero Pennacchia, dirigenti sindacali del Sappe per il Frusinate, che ricostruiscono quel che è avvenuto martedì nella struttura di via Cerreto: «Verso le 14,30 circa un detenuto di colore ha dato in escandescenza e senza un giustificato motivo si è scagliato contro l'agente di sezione con inaudita violenza: quando sono accorsi in suo aiuto un vice Sovrintendente e un Assistente capo, si è scagliato anche contro quest'ultimi ferendo l'assistente capo al braccio mentre l'agente di sezione è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso e solo grazie all'intervento di altro personale che il detenuto è stato bloccato ed evitato il peggio. Poco prima un altro poliziotto è stato colpito in infermeria centrale con un calcio alla caviglia da un altro detenuto che tentava di aggredire il Dirigente Sanitario».

I sindacalisti evidenziano come «l'istituto di Frosinone è diventato ormai un campo di battaglia, è una mina vagante dove il personale si reca a lavorare con l'angoscia, perché consapevole che ogni giorno corre il rischio di finire in ospedale o peggio. Qualcuno ha parlato di inaudita mattanza riferendosi ai fatti avvenuti a Santa Maria Capua Vetere, ma nessuno parla o si preoccupa della mattanza della Polizia Penitenziaria che ogni giorno avviene nelle carceri, e in particolar modo in quello di Frosinone».

Donato Capece, segretario generale del Sappe, esprime solidarietà ai poliziotti contusi e denuncia: «La situazione si è notevolmente aggravata rispetto agli anni precedenti. Da quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario "aperto", ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria, la violenza è quotidiana e sempre più grave. Questa di Frosinone è l'ennesima grave e intollerabile aggressione da parte di un detenuto ai danni di appartenenti alla Polizia penitenziaria.
La situazione nelle nostre carceri resta allarmante e la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione».