"Welcome to Italy", il processo verrà celebrato a Cassino. Udienza lunghissima, quella di ieri pomeriggio, con lo scioglimento della riserva sulla competenza territoriale. Poi, protagoniste indiscusse, le intercettazioni.

Il troncone giudiziario è quello legato all'inchiesta su una presunta mala gestione dell'accoglienza: fondi destinati a vestire, nutrire e istruire i richiedenti asilo destinati secondo le accuse a ben altre attività. Con 22 imputati chiamati a risponderne a vario titolo.

Ieri, terminate le questioni preliminari, si è passati alle richieste istruttorie e in particolare a quella del pm di trascrivere le conversazioni telefoniche e telematiche. Le difese hanno snocciolano le loro richieste: l'avvocato Sgambato di ammettere i testimoni della sua lista e di produrre documenti.

Poi ha insistito sulla trascrizione delle intercettazioni richieste dal pm affinché il tribunale di pronunci su una memoria sulla utilizzabilità delle stesse. Punto cruciale anche degli interventi dell'avvocato Sandro Salera, Coriolano Cuozzo, Giuseppe Di Mascio, Macari, Morante e Ranaldi. Cuore della questione la sentenza Cavallo del 2020 (l'indagine ha inizio nel 2016).

Le difese (tra le quali, lo ricordiamo, anche gli avvocati Corsetti, Pollino e Buzzacconi) chiedono che l'istruttoria sia posticipata rispetto al deposito di eventuali trascrizioni ovvero che il giudice si pronunci prima sull'utilizzabilità e solo dopo passi all'esame dei testimoni.

Forte la replica del pm Mattei che invece sostiene- diritto alla mano - la piena utilizzabilità delle intercettazioni. In aula pure un richiamo al processo "Mafia Capitale". Il tribunale si è riservato sulla richiesta del pm sulla perizia, ammettendo le prove orali e documentali e riservandosi di ridurre le liste testimoniali.
La riserva verrà sciolta il 5 ottobre.