Rapporto di lavoro interrotto illegittimamente, il dipendente vince anche in appello. Confermato il posto di lavoro a tempo indeterminato, con la corresponsione pure di retribuzioni arretrate. La Corte d'appello di Roma ha infatti confermato la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Cassino che aveva disposto «l'illegittimità della deliberazione con la quale il Consorzio di Bonifica "Valle del Liri" aveva interrotto il rapporto di lavoro con cinque lavoratori» spiegano le difese. I fatti risalgono a diversi anni fa quando il ruolo di commissario era ricoperto da De Lipsis.

L'interruzione del rapporto di lavoro risale con precisione al marzo 2017. Il lavoratore è stato poi riammesso in servizio nel gennaio 2020 con lo stesso iniziale tipo di contratto (un part-time).
«La Corte d'Appello ha ora confermato l'immediato ripristino della funzionalità del rapporto di lavoro a tempo indeterminato illegittimamente interrotto e il risarcimento del danno.

Infatti, con separata sentenza pubblicata nei giorni scorsi il tribunale di Cassino, sezione lavoro, ha statuito il pagamento a carico del Consorzio di tutte le retribuzioni maturate fino alla data dell'effettivo ripristino oltre accessori come per legge».
Si tratta di una somma che ben supera i 40.000 euro.
Il lavoratore è stato difeso in entrambi i giudizi dall'avvocato Mario Costanzo del Foro di Cassino. Altri dipendenti, invece, hanno preferito procedere con la transazione.