Si è concluso dopo sette anni il processo per malasanità in essere al Tribunale di Cassino, dove una pensionata di Minturno di settanta anni, ha citato in giudizio un dentista del sud pontino, condannato a pagare poco meno di quindicimila euro. Dopo quasi cinque anni di udienze e di perizie, il Tribunale di Cassino, nella persona del g.o.t. Domenico Tirozzi, con la sentenza dell'altro giorno ha riconosciuto la piena responsabilità civile del professionista, che per il giudice si è reso colpevole di gravi errori nell'intervento di chirurgia implantare eseguito nel lontano 2014.
Nonostante la difesa del dentista sia sempre stata quella di ritenersi estraneo dai danni, la pensionata minturnese, difesa dall'avv. Fabio Ansideri del foro di Como, non si è arresa di fronte alle avversità, ai numerosi rinvii e alle spese che ha dovuto sobbarcarsi, al precipuo fine di ottenere giustizia.

Oggi la signora, donna semplice e umile, dedita alla campagna e alla famiglia, è riuscita con le sue sole forze ad ottenere un successo che potrà servire anche agli altri pazienti ed è un esempio di come sia possibile ed importante combattere contro i soprusi che la malasanità infligge ai più deboli. Il giudice ha condannato l'odontoiatra al pagamento di oltre 7.800 euro, oltre gli interessi legali, le spese di lite, competenze professionali, oneri professionali, svalutazione monetaria e rimborso forfettario. Su richiesta dello stesso dentista sarà la compagnia assicurativa a pagare il risarcimento, in quanto all'atto dell'intervento era in essere una polizza che copriva i rischi professionali connessi alla responsabilità civile.
Nel corso del procedimento è stato incaricato anche il Ctu che ha riconosciuto il rispetto delle linee guida del sanitario relativamente alle scelte del piano terapeutico «ma, a causa di un incidente intra operatorio, si è prodotto un danno irreversibile di carattere neurologico che ha un rapporto causa-effetto.

La lesione del nervo continua il perito potrebbe essere stata causata in maniera indiretta (surriscaldamento durante la fresatura per insufficiente irrigazione della fresa) o da un effetto diretto, per errata esecuzione del tunnel implantare; in questo caso il nervo sarebbe stato toccato con la fresa. Ultima ipotesi è quella secondo cui la lesione potrebbe essere stata provocata dall'anestesia». Per il giudice cassinate c'è la responsabilità per colpa medica nella «causazione dei danni riportati dalla pensionata a seguito dell'intervento di chirurgia implantare eseguito nel gennaio 2014» e quindi ha stabilito il risarcimento per danno biologico, per danno morale, per spese mediche oltre agli interessi legali.