Il Covid e i provvedimenti in aiuto delle persone in difficoltà hanno stoppato le procedure di sfratto.
Ma ora, come previsto dal decreto Sostegni bis, la situazione sta per cambiare: il 1° ottobre finisce il blocco per le procedure esecutive relative a provvedimenti emessi tra il 28 febbraio e il 30 settembre 2020. Poi, a ruota, cadrà il 31 dicembre 2021 il blocco per i provvedimenti di rilascio adottati dal 1° ottobre 2020 al 30 giugno 2021.

In provincia di Frosinone nel 2020 ne sono stati eseguiti 22 contro i 110 del 2019 per una diminuzione dell'80%.
Nel 2019, invece, la diminuzione, rispetto al periodo precedente era stata del 2,65%. Ma ci sono stati anni in cui gli sfratti sono cresciuti notevolmente, come nel 2016, anno nel quale è stato registrato un più 26,26%.

I numeri in Ciociaria
Nel dettaglio il periodo gennaio-dicembre 2020, secondo i dati dell'ufficio centrale di statistica, non vede provvedimenti di sfratto emessi per necessità del locatore. La stessa cosa, peraltro, era già accaduta nel 2019 e nel 2017. Alla voce finita locazione se ne contano 5. L'anno prima erano stati 13. Quindi andando più a ritroso nel tempo se ne contavano 19 nel 2018, 119 nel 2017, 220 nel 2016, 253 nel 2015, 222 nel 2014 e 112 nel 2013. Si sono dimezzati i provvedimenti di sfratto emessi per morosità o altra casa: 4 nel capoluogo e 75 nel resto della provincia contro i 147 (tutti al di fuori di Frosinone) dell'anno precedente.
Andando indietro nel tempo erano 129 nel 2018, 155 nel 2017, 169 nel 2016, 78 nel 2015, 62 nel 2014 e 28 nel 2013. Il conto totale presenta 84 provvedimenti di sfratto emessi contro i 160 del periodo precedente (-47,5%). Nel corso degli anni questo dato è progressivamente calato. Erano 149 nel 2018, 274 nel 2017, 565 nel 2016, 641 nel 2015 e 596 nel 2014.
Invece, nel 2013 si erano fermati a 213. Dimezzate pure le richieste di esecuzione, 253 contro 521 in dodici mesi (-51,44%). Si contano poi 22 sfratti eseguiti per un meno 80% rispetto ai 110 dell'anno precedente. Negli anni precedenti questo valore è oscillato tra i 113 del 2018, gli 81 del 2017, i 125 del 2016, i 99 del 2015, i 112 del 2014 e i 125 del 2013.

Il Lazio
Nel 2020, nelle altre province del Lazio si contano, tra i provvedimenti emessi, uno sfratto per necessità del locatore a Latina, 21 per finita locazione, 267 per morosità o altra causa per un totale di 289 per un meno 28,47% rispetto al periodo precedente. Le richieste di esecuzione sono state 178 e gli sfratti eseguiti 68(-77,1% in dodici mesi). A Viterbo, invece, si contano 15 provvedimenti emessi per finita locazione e 205 per morosità per un totale di 220. Le richieste di esecuzione sono state 84, mentre gli sfratti eseguiti sono stati 21.
A Rieti, invece, sono 78 i provvedimenti di sfratto emessi, tutti per morosità, equamente suddivisi tra il capoluogo e il resto della Sabina. Le richieste di esecuzione sono state 35, mentre gli sfratti eseguiti 7.

Tutt'altri numeri per Roma che viaggia con 84 provvedimenti emessi per necessità del locatore nella capitale e 64 nella provincia, 239 per finita locazione in città e 175 nel resto della provincia. I provvedimenti per morosità sono stati 3.908 a Roma e 371 nella provincia per un totale di 4.841 e un meno 15,14% rispetto all'anno precedente. Le richieste di esecuzione sono state 1.083 in calo quasi dell'85%. Infine, gli sfratti eseguiti sono stati 335.

Gli sfratti in Italia
A livello nazionale prima per sfratti emessi nel 2020 è Torino con 391, seguita da Roma con 335, quindi Ascoli Piceno 274, Imperia 264, Napoli 228, Bologna 199, Bergamo 160, Monza e Brianza 149, Firenze 125 e Brescia 121 tra le province in tripla cifra. A livello regionale in Lombardia eseguiti 821, in Piemonte 603, in Emilia Romagna 537, nel Lazio 453, in Toscana 407, in Liguria 392, nelle Marche 375, in Veneto 339, in Campania 327, in Sicilia 302 tra le regioni con almeno 300 sfratti nel 2020.

La Corte Costituzionale
Il19 ottobre la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulla questione di legittimità costituzionale dei provvedimenti di sospensione degli sfratti, così come richiesto dalle autorità giudiziarie di Savona e Trieste.
Una questione non di poco conto che ruota sulla natura dei provvedimenti di sostegno adottati. Ovvero se questi siano da ricondurre a misure di tutela nell'ambito della crisi economica conseguente al Covid o se siano riferibili alle misure di contrasto al virus per tutelare il diritto alla salute. Da più parti, infatti, sono stati paventati i rischi sanitari, in piena emergenza Covid, derivanti dalla circostanza che le famiglie devono lasciare una casa e cercarsene un'altra.