È corretto sospendere dalle funzioni e dallo stipendio i docenti privi di green pass. Lo ha deciso con provvedimento cautelare monocratico il presidente della sezione terza bis del Tar del Lazio. Era chiamato a pronunciarsi sul ricorso promosso dall'Anief contro il decreto del ministero dell'Istruzione con cui è stato adottato il piano scuola 2021-2022 nella parte in cui sancisce che «è essenziale che il personale docente e non docente assicuri piena partecipazione alla campagna di vaccinazione» e della nota del 13 agosto nella parte in cui prevede l'obbligo l'esibizione della certificazione verde e considera il mancato possesso «come "assenza ingiustificata" e sancisce che "il personale scolastico che ne è privo non può svolgere le funzioni proprie...né permanere a scuola».

Con conseguente sospensione anche dalla retribuzione. Il Tar, che tratterà la questione in forma collegiale il 5 ottobre, evidenzia che «il danno prospettato è meramente patrimoniale e ristorabile integralmente» per cui non è giustificabile la sospensione del provvedimento impugnato.
Inoltre il «diritto....deve essere razionalmente correlato e contemperato con gli altri fondamentali, essenziali e poziori interessi pubblici quali quello attinente alla salute pubblica a circoscrivere l'estendersi della pandemia».

Peraltro tale diritto è assicurato in via alternativa dalla produzione di un test molecolare o antigenico negativo.
Il che «costituisce una facoltà rispettosa del docente a non sottoporsi a vaccinazione» e non è «irrazionale che il costo del tampone» gravi sul docente». Infine «è correttamente e razionalmente giustificabile» la mancata adibizione ad altre mansioni.