Anche il Comune fa la sua parte per far fronte all'emergenza del popolo afghano. Tre monolocali individuati tra i beni confiscati per accogliere donne afghane e i loro bambini. Una risposta dell'amministrazione al dramma dei profughi di questo martoriato paese.

«Ci sono situazioni ed eventi che impongono con urgenza di fare tutto il possibile per dare risposte immediate e concrete alle nefandezze che esse stesse riescono a provocare: in questi giorni una di queste situazioni è davanti agli occhi di tutti e interroga senza pietà le nostre coscienze, mettendo tutti noi quasi spalle al muro mentre ci domandiamo cosa possiamo fare - ha dichiarato l'assessore Maria Concetta Tamburrini che è scesa in prima fila in questo momento storico così delicato - È l'Afghanistan e la sua lenta agonia: un popolo che fino a qualche giorno fa pensava di essere riuscito davvero a conquistare un livello accettabile di diritti e tolleranza e che ora sta vivendo un nuovo clima di violenza e di repressione. È l'Afghanistan e quella forte e violenta discriminazione di genere che costringono donne e bambini a fuggire per non rischiare di essere calpestati nelle loro dignità o, peggio ancora, uccisi vigliaccamente».

«È a loro che oggi dobbiamo con urgenza dare risposte. È a loro che come amministrazione e, in particolare, come Assessorato alle Pari Opportunità, ci si sta impegnando per dare risposte concrete - ha sottolineato la delegata al ramo - A ridosso dell'inizio di questa grave crisi internazionale ci siamo subito attivati per reperire locali da mettere a disposizione dei profughi dell'Afghanistan».

Soluzioni adeguate
A spiegare la scelta dell'amministrazione è sempre l'assessore Maria Concetta Tamburrini: «La particolare conformazione dei tre locali individuati ha fatto sì che il nostro progetto di accoglienza si concentrasse su donne e bambini, dando rifugio, quindi, a chi in modo particolare sta subendo la violenza e la repressione di un regime che ha fatto della discriminazione di genere il suo vessillo più alto».

Lavori in corso
In questi giorni sono stati predisposti i lavori di adeguamento dei locali che saranno disponibili entro tre settimane e potranno accogliere fino a 15 persone.

Giustizia e accoglienza
«Sono tre i monolocali individuati all'interno dell'elenco dei beni confiscati, cosa che rinforza ancora di più il senso di giustizia e di servizio che questo progetto accoglienza vuole incarnare - sottolinea l'assessore alle Pari Opportunità - Contestualmente stiamo predisponendo tutta la rete di riferimento necessaria ad intercettare le varie esigenze ed urgenze, anche attraverso la stretta collaborazione con gli organi competenti, perché per le donne, i bambini e le bambine che ospiteremo non sia solo un'accoglienza "logistica", ma l'inizio di una nuova vita. In questo senso la collaborazione con l'associazione "Risorse Donne", che già opera in sinergia con l'assessorato alle Pari Opportunità, rappresenta un valido e qualificato sostegno ad un progetto che oltre ad un rifugio sicuro, vuole realizzare un percorso di riconquista della libertà e dei diritti di donne che sono state calpestate nella loro dignità garantendo anche la realizzazione di un reale percorso di integrazione».

L'invito dell'amministrazione è chiaro. «Dare risposte in situazioni come quella che sta vivendo il popolo afghano è compito di ciascuno di noi: per un'amministrazione che ha messo al centro di ogni scelta "la persona", è dovere inderogabile e urgente».