Quello che si temeva è purtroppo accaduto. Un orso ha fatto razzia di pecore e fichi a Settefrati. I dettagli li comunica il sindaco Riccardo Frattaroli che, avuto notizia dei fatti, ha immediatamente allertato la sorveglianza del Parco nazionale d'Abruzzo e il direttore perché effettuassero sopralluoghi e verifiche sulle testimonianze delle persone che hanno ricevuto danni. «Ma le guardie del Parco dice non si sono fatte vedere». In paese molti iniziano ad avere paura visto che l'orso non si sta limitando alle solite passeggiate per i vicoli e le piazzette come ha fatto già ad Alvito, Casalvieri e San Donato Valcomino.

Ora l'orso sta puntando sulle prede per fame: «All'ingresso dell'abitato di Settefrati, in località chiesetta di Santa Felicita, a cento metri da questa, l'orso ha divelto una recinzione e ha sbranato due pecore di proprietà della signora L. V.», aggiunge il sindaco Frattaroli. Mentre i fichi se li è gustati in località Pietrafitta: «In un campo poco distante dalla chiesa della contrada, l'orso ha fatto man bassa dei frutti.
Qui c'è stato un incontro ravvicinato con l'animale - precisa Frattaroli -. C'era gente che passeggiava in strada e se lo sono visto sbucare da un prato e dirigersi, senza alcun timore, verso la pianta di fichi nei poderi dei signori A. C. e D. M.».

Il sindaco aggiunge pure che è da oltre una settimana che continuano gli avvistamenti e le predazioni e la gente del posto non è più tranquilla: «Ormai sono dieci giorni che la cittadinanza è terrorizzata e il Parco non fa nulla». In effetti, i danni causati da questo orso (che sia un solo esemplare finora non lo sa nessuno) sono conseguenza di comportamenti che lasciano sgomenta la popolazione che può solo assistere impassibile alle scorribande dell'animale e sperare che qualcuno che ha le competenze per agire in tal senso intervenga subito per eliminare il pericolo. Fin quando l'orso viene immortalato mentre percorre placidamente i vicoli dei paesi nella fascia pedemontana (ora nell'area contigua al parco) è un conto, ma quando, come le testimonianze raccontano, viene fuori il lato meno poetico della specie, allora bisogna intervenire prima di una tragica escalation.