Il San Giovanni Battista ha (ri)trovato il suo autore. Il "Maestro del sacro" ha finalmente un nome. Si tratta di Antonio da Alatri, il pittore vicino alla cifra stilistica quattrocentesca di Gentile da Fabriano e Masolino: è suo, secondo gli autorevoli studi condotti dal professor Mario Ritarossi, il pennello che ha dipinto l'affresco nella chiesa di San Francesco. Conclusioni che sono state esposte ieri sera, all'interno della stessa chiesa, nell'ambito di una delle iniziative della manifestazione "Chiese aperte", alla presenza di tanti addetti del mondo culturale alatrense e non solo.

A sostegno della paternità "antoniana" dell'opera, Ritarossi ha portato i risultati del confronto avviato tra il San Giovanni Battista e il celebre trittico del Salvatore, conservato quest'ultimo nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Il nostro affresco è «in perfetta similitudine con i tratti stilistici dell'artista, la ricercata eleganza delle forme e l'atmosfera rarefatta di impronta tardogotica», che si declina poi in molti dettagli, all'apparenza marginali ma in realtà rivelatori della medesima mano. Il riferimento va ai capelli, alle barbe, al taglio degli occhi, alla forma delle orecchie, alle sagome ben tornite delle mani con le unghie sempre arrotondate, affiancate dall'uso costante di una linea bruna di contorno per rimarcare il profilo degli incarnati, ai panneggi.

"L'opera in questione - sono le parole chiare di Ritarossi - non può che ascriversi direttamente alla mano del maestro alatrino, interlocutore privilegiato della committenza chiesastica e originale interprete di quel sentimento religioso magnificato dall'arte».
Tutti gli esiti dell'accurata e profonda analisi del professor Ritarossi sono contenuti in un'elegante pubblicazione, scorrevole e rigorosa, che è stata presentata ugualmente nella giornata di ieri, realizzata dall'associazione "Gottifredo" per i tipi delle "Arti Grafiche Tofani".

La "scoperta" aggiunge un ulteriore tassello alla storia pittorica dell'Alatri del ‘400, contribuendo a delineare meglio la personalità dell'artista, uno dei più grandi che abbia lavorato nelle nostre zone.