Bilanci consuntivo e preventivo: la minoranza di "Uniti per Ceprano" smentisce la maggioranza sul risanamento dei conti comunali, annunciato in campagna elettorale. Il capogruppo Serena Viselli si dichiara insoddisfatta per il mancato ascolto delle proprie ragioni in Consiglio, sottolineando i pareri contrari ai bilanci da parte del revisore dei conti e del responsabile del settore. Ma soprattutto stigmatizza l'assenza alla votazione del documento finanziario di due consiglieri di maggioranza.

«La situazione del bilancio del comune di Ceprano non è affatto rosea - tuona Serena Viselli - La cosa assurda è che i consiglieri di maggioranza ci accusano di non avere fatto gli accantonamenti quando amministravamo, scelta all'epoca lasciata alla facoltà degli amministratori. Oggi che invece è obbligatorio per legge sono loro a non accantonare. Praticamente loro non accantonano le somme, pur obbligati, e puntano il dito contro noi che non lo abbiamo fatto, preferendo invece investire sulle opere.

Si lamentano per i debiti pregressi, ma tutti ci siamo ritrovati somme pregresse da coprire. Tra l'altro, la sentenza milionaria esecutiva piombata durante il loro mandato risale agli anni 80, quando ancora noi sedevamo tra i banchi di scuola. Quindi, basta con le scuse e le "fantasiose storie" costruite per tracciare una realtà distorta. Nessun debito è stato risanato, tanto che nel 2020 risultano 766mila euro di disavanzo che dovrà essere ripianato. Altro che conti a posto!».

La capogruppo di "Uniti per Ceprano" incalza: «Tra l'altro, i pareri del revisore dei conti e del responsabile del settore sono contrari. I mancati accantonamenti, oggi obbligatori per leggi, preoccupano non solo noi consiglieri di minoranza, ma anche i tecnici deputati a esprimere un parere, che non sono affatto favorevoli. Sarà forse un caso - conclude Serena Viselli - che due consiglieri di maggioranza non abbiano votato il bilancio? Noi nutriamo forti perplessità, la situazione non è rosea. Fatto sta che i conti non tornano e le promesse della campagna elettorale sembrano svanite».