Il reperto romano che fa bella mostra di sé all'angolo tra via Giacinto Visocchi e largo San Carlo è stato pesantemente urtato e ora non poggia più sul suo basamento. La scoperta da parte di alcuni residenti della zona che avevano notato il basamento leggermente ruotato e staccato da un muretto in pietra: si cerca di capire come possa essere successo visto che quel basamento è sormontato da un cippo funerario e una parte di una colonna e il tutto pesa decine di quintali.

Un danno che appesantisce il numero dei reperti archeologici danneggiati che sono conservati all'aperto nel centro storico di Atina: per alcuni residenti il motivo sta nella scarsa attenzione che viene loro prestata da chi dovrebbe tutelarli (evidentemente creare un museo all'aperto non sta dando i frutti sperati).

Altri, invece, puntano il dito sulla mancanza di considerazione, custodia e sorveglianza che simili reperti meriterebbero: «Non è che il loro alto numero, in relazione al territorio che li ospita, li rende meno meritevoli di protezione», dice un professionista del posto che ha segnalato il basamento danneggiato.
«Se avessero un cartello che ne illustra l'importanza aggiunge chi ci gira intorno, a piedi o in auto, avrebbe ben altra attenzione».

Il reperto romano è costituito da un ritaglio di cippo funerario in calcare sormontato da una pigna: il cippo riporta alcuni lati della base scolpiti con una scritta dedicata al console Lucio Elio Aureliano Commodo, figlio dell'imperatore Antonino Pio che, si dice, avesse una dimora sulla vicina collina di Santo Stefano. Lo scalzamento del basamento deve essere riportato nella posizione originaria in quanto, nella posizione in cui ora si ritrova, non garantisce la stabilità; l'intervento, peraltro, potrebbe essere colto anche per ripulire il pesante supporto annerito dagli anni e dall'incuria.
Questa estate il centro storico del paese è stato meta di tanti visitatori: la strada è tracciata, ma serve ancora molto se si vuole che Atina non sia solo meta di un turismo mordi e fuggi.