Il pacchetto è quasi vuoto, già sa di non saper gestire le ultime sigarette. Così pensa di uscire di casa. Si infila un paio di pantaloni, una maglia e raggiunge il bar più vicino. Pensa di comprare un pacchetto in pochi minuti e tornare indietro ma non sa che di lì a poco verrà stuprata da uno sconosciuto. Quando entra nel bar, mentre attende il suo turno, un ragazzo di colore le si avvicina. Le fa un complimento, ha modi garbati. Ridono. Non sembra il solito corteggiatore invadente: da una prima impressione - secondo quanto ricostruito dagli agenti - le pare simpatico e gentile.

Fa la fila, parlano per pochi istanti. Lui si offre di riaccompagnarla a casa. Un attimo di esitazione, poi accetta: in fondo sono pochi minuti. E la strada da fare non è brevissima a piedi. Quando arrivano sotto casa, in pieno centro, le chiede una gentilezza: ha urgente bisogno di usare il bagno. E lei acconsente. Salgono in casa, lei non sospetta nulla. Quando il giovane esce dalla toilette, però, la situazione è cambiata. Ed è l'inizio di un incubo.

Dopo oltre un'ora in cui il ventiseienne abusa - secondo la denuncia - di lei, torna a casa la ragazza con la quale la vittima divide l'appartamento: le urla e le richieste d'aiuto della sua coinquilina sono terribili. In pochi istanti la chiamata inoltrata alla polizia mette fine all'orrore: le parole della coinquilina, quella chiamata nel cuore della notte (poco dopo le 2) alle forze dell'ordine mettono in fuga il ventiseienne che si riveste in fretta e prova a scappare. Ma gli agenti del Commissariato di Cassino, guidati dal vicequestore Giovanna Salerno, sono già lì: erano impegnati nel controllo del territorio e in pochi istanti hanno raggiunto l'abitazione.

Alla vista degli agenti, il giovane guineano tenta di divincolarsi: nella concitazione avrebbe pure scaraventato uno degli operanti contro lo stipite della porta provocando all'agente ferite giudicate guaribili in sette giorni. Una colluttazione terminata con l'arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lesioni e rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità ma non per lo stupro (manca la flagranza).
Il giovane è stato comunque denunciato pure per lo stupro: dovrà rispondere di violenza sessuale a seguito della denuncia sporta (qualche ora dopo) dalla vittima.