Un sorpasso forse azzardato, le mani che si alzano dal volante in segno di dissenso, frasi incomprensibili ma non di certo d'amore. Gli animi si scaldano. Il linguaggio del corpo dei conducenti, dell'una e dell'altra auto, è chiaro. Ma nessuno poteva prevedere il resto. Tra San Vittore e Cassino almeno due tentativi di affiancarsi, per ribadire una ancestrale e stupida ragione. Automobilisti trasfigurati, che a ogni accelerata vogliono sentirsi superiori, migliori. Finché uno, improvvisamente, impazzisce. Ciò che è accaduto in A1 nei giorni scorsi è molto simile a questo, con un epilogo assurdo.

Da una Peugeot spunta una carabina, di quelle prive di tappo rosso, puntata al volto del "rivale", il conducente di una Toyota. E, sembrerebbe, pure più di una volta. Per stabilite chi comanda. Il malcapitato, un professionista che stava facendo ritorno a Milano, non può arrestare la marcia per recarsi nella Sottosezione A1 di Cassino ma chiama subito. E gli agenti - guidati dal comandante Cerilli - già impegnati in controlli più che rafforzati in questo periodo di fine estate, individuano in poco tempo gli "sceriffi". Sono quattro trentenni della provincia di Varese, tutti denunciati per minaccia a mano armata. Carabina sequestrata.

Un quinto, fermato nell'immediatezza dei fatti, non c'entra. Ma finisce comunque nei guai per aver esibito una patente palesemente contraffatta. Ore di fuoco in A1: tutte le unità operative della Polizia stradale di Frosinone sono in campo. «L'impegno profuso, ha rappresentato un valido contributo al raggiungimento dei migliori standard di sicurezza e legalità per la salvaguardia dell'incolumità pubblica» spiegano gli agenti. Dagli accertamenti, infatti, eseguiti anche con l'ausilio di dispositivi speciali sono state ritirate in poche ore 4 patenti per guida in stato di ebrezza e rilevate circa 70 infrazioni al Codice della Strada.