Medici e operatori sanitari non vaccinati, arriva il pugno duro dell'Asl: si va verso la sospensione.
Chi poteva essere spostato in altri servizi, non a contatto diretto con il pubblico, è stato ricollocato. Gli altri, invece, saranno sospesi come hanno già fatto altri ordine professionali (cui spetta il provvedimento finale) in varie parti d'Italia.

La conferma che si procederà così anche a Frosinone arriva direttamente dal direttore generale Pierpaola D'Alessandro. Sui canali social la manager è tranchant. E dice: «Con il Covid su un dg sono arrivate moltissime responsabilità in più, sotto il cappello "datore di lavoro" a parità di tutto il resto. Sarebbe da discutere se nella pubblica amministrazione si possa davvero considerare tale un dg. Tutto è molto determinato da leggi e contratti nazionali. Invece, sarebbe stato utilissimo definire chiaramente dove si fermano i diritti e cominciano i doveri collettivi. Doveri, argomento tabù nel nostro Paese al pari di bene pubblico».

Quindi l'affondo del direttore generale: «Ora, da "datore di lavoro" ci avviamo a sospendere o spostare i sanitari che non hanno alcuna certificazione e dunque non si sono vaccinati. Per fortuna, nell'Asl di Frosinone, pochi: circa 30 su oltre 4.000. Ai certificati per ragioni sanitarie, abbiamo già trovato una ricollocazione in smart working a parità di stipendio, anche se non è stato facile privarsene visto che siamo già pochi. Ora si deve sospendere i non giustificati non ricollocabili».

Con il rischio di gravare ancor di più sul personale in servizio. Spiega ancora la D'Alessandro: «In aziende fragili, con poco personale diventa pure un carico in più per chi è in servizio purtroppo. Da buon datore di lavoro, ti auguri, fino alla fine che il buon senso, la responsabilità, lo spirito di comunità professionale prevarrà su ansia, paura e quant'altro ancora ostacoli un sanitario verso un dovere per la collettività di pazienti e colleghi. Anche perché la popolazione ha risposto alla grande. Oltre il 74% (compreso i giovanissimi per cui si è partiti da poco) ha aderito e anche con convinzione e partecipazione sentita. Un sempre grazie al personale che sente il senso del dovere e lavora per il bene pubblico»