E anche ieri il canadair dei Vigili del fuoco e che elicotteri, hanno fatto la spola tra il mare del litorale di Scauri e il Parco degli Aurunci, che da tre giorni è devastato da un incendio, che ha attraversato i territori dei Comuni di Spigno Saturnia, Esperia ed Ausonia; in quest'ultimo Comune, ai confini con il sud pontino, ieri le fiamme hanno continuato a bruciare la vegetazione nella zona di Selvacava. Oltre ai volontari, alla Protezione civile e ai Vigili del fuoco, è stato necessario l'intervento dei mezzi volanti, per domare definitivamente il rogo e procedere successivamente alla bonifica. Altri focolai si sono verificati all'interno dello stesso Parco ma tenuti anch'essi sotto controllo.
Intenso è stato il lavoro dei guardiaparco, che sono stati in costante contatto con i soccorritori, i quali hanno lavorato per l'intera mattinata è il primo pomeriggio di ieri.

Come ha ribadito ieri il direttore del Parco dei Monti Aurunci Giorgio De Marchis, i danni sono inestimabili, visto l'ampia area distrutta e che ha colpito ben tre Comuni del basso Lazio. Solo tra qualche giorno si potrà avere un quadro più preciso e poter dare le cifre sugli ettari di terreno bruciato. Da verificare eventualmente anche i danni alla fauna, visto che già si erano registrate delle morti di cavalli. Di certo è che si è trattato di un rogo dalle enormi dimensioni, che ha divorato un'ampia fetta dell'area protetta che è ubicata nelle province di Latina e Frosinone, insistendo sui territori dei Comuni di Ausonia, Campodimele, Esperia, Fondi, Formia, Itri, Lenola, Pico, Pontecorvo e Spigno Saturnia.

E ieri, dopo giorni di fuoco, in tutto il sud pontino, non si è registrato alcun incendio di rilevante importanza.
Resta solo qualche strascico dei giorni precedenti.
Infatti nel Comune di Minturno continuano le segnalazioni per l'odore sgradevole che giunge in alcune zone. Un odore acre derivato dall'incendio di un lombricario che si trova in via Le Vaglie nella zona di Santa Maria Infante, nei pressi della superstrada Formia-Cassino. L'humus posizionato sul terreno, secondo quanto spiegato dagli esperti, non si spegne sino a esaurimento, poiché non può essere domato né con l'acqua né con altri sistemi.