C'è una malattia che si sta diffondendo a macchia d'olio in tutto il mondo e riguarda il gioco d'azzardo patologico (Gap) conosciuto con il nome ludopatia. Il giocatore patologico o ludopatico è guidato nel suo comportamento dalla dipendenza dal gioco, che crea un circolo vizioso dal quale non riesce più ad uscire portandolo a conseguenze devastanti sul lato economico e dei rapporti sociali personali e interpersonali. È una vera e propria malattia mentale, con sintomi specifici, con impulsi incontrollabili a giocare d'azzardo o fare scommesse in denaro. Negli ultimi anni il gioco d'azzardo è divenuto una vera e propria piaga sociale ed è stato necessario l'intervento delle istituzioni per regolamentare i requisiti di chi può accedere al gioco e in che modo.

La Giunta della Regione Lazio ha approvato la delibera per l'implementazione e la nuova programmazione del Piano regionale biennale sul gioco d'azzardo patologico, stanziando oltre 14,5 milioni di euro per promuovere interventi di prevenzione, cura e riabilitazione rivolti alle persone affette da ludopatia.

«La Regione Lazio prosegue il suo percorso nel contrasto al gioco d'azzardo – commenta l'assessore alle Politiche Sociali, Welfare, Beni Comuni e ASP Alessandra Troncarelli -, rafforzando le misure di cura per tutti coloro che sono affetti da ludopatia, con percorsi specifici di riabilitazione, ma anche di prevenzione coinvolgendo sia chi pratica il gioco in modo sano, sia chi non ha alcun comportamento di gioco».

«Vogliamo inoltre assegnare ad Asp e soggetti del Terzo Settore le attività di prossimità territoriale e di ponte rispetto ai servizi di cura sanitari, per entrare in contatto diretto con le persone e le famiglie – aggiunge l'assessore -. Continueremo inoltre a promuovere un'azione di monitoraggio del fenomeno grazie all'Osservatorio regionale che analizza dati e dinamiche, individuando le buone prassi da mettere in campo o da incentivare».

Tra le finalità per cui verranno impiegate le risorse rientrano: la prosecuzione delle attività degli sportelli informativi distrettuali; la formazione sia negli istituti scolastici superiori, coinvolgendo anche le famiglie e i docenti, sia nei Centri anziani del Lazio, ponendo attenzione sulla fascia più adulta della popolazione per disincentivare forme di gioco rischioso; la cura dei cittadini, incrementando l'offerta di trattamenti di riabilitazione presso le strutture specialistiche adeguate e consolidando gli interventi dei servizi sociosanitari già avviati nel biennio precedente; il rafforzamento del sistema per contrastare questa problematica, con particolare riguardo alla formazione degli operatori e del personale operante nelle sale da gioco.

«Con questo Piano regionale consolideremo sia i servizi esistenti, investendo sull'integrazione sociosanitaria con interventi multifattoriali, sia le misure volte al contrasto del sovraindebitamento e dell'usura – conclude l'assessore - Vogliamo accogliere e ascoltare i diretti interessati, aiutandoli a riconoscere le situazioni a rischio e prevenire così gli eccessi del gioco. Il nostro impegno, inoltre, sarà incentrato sulla promozione dell'informazione, con attività di sensibilizzazione, in modo da non lasciare sole le persone che hanno una dipendenza».

La deliberazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.