L'approvazione dell'emendamento sulla giornata per le vittime delle marocchinate da parte del Consiglio regionale del Lazio continua a far discutere. A intervenire è la Consigliera nazionale parità provincia di Frosinone, nonché docente dell'Università di Cassino, Fiorenza Taricone.

Proprio lei plaude all'emendamento approvato e ricorda il suo personale percorso di studi. «Sia in veste di Consigliera, sia in veste di studiosa e docente dell'Unicas da molti anni ho indagato storicamente il nesso fra le donne e la guerra, cercando anche di onorare il ruolo particolare che le cosiddette donne marocchinate hanno avuto come protagoniste involontarie e come vittime nella seconda guerra mondiale – ha affermato la professoressa Fiorenza Taricone - Molte sono state in questi anni le occasioni realizzate ad hoc: incontri, convegni, celebrazioni, presentazioni di libri, incontri con le scuole, spettacoli di teatro, manifestazioni; non ultima quella di Castro dei Volsci nel luglio scorso, con una targa posta al di sotto del monumento alla Madre Ciociare, per iniziativa del Comune in collaborazione con l'Università, e la Consulta delle elette provinciale, cui ho avuto l'onore di partecipare, che rigetta ogni violenza.

Plaudo quindi alla deliberazione perché le mie finalità come studiosa hanno coinciso sempre con quelle di una persona convinta che le virtù civili, non meno di quelle militari, siano indispensabili negli anni che seguono la ricostruzione di ogni conflitto; anche in questo sta il valore delle tante donne offese dalle truppe che dovevano liberarle, su cui è gravato l'onere di ricostruire il quotidiano nel Lazio Meridionale, trasportando masserizie e materiali da ricostruzione, e spiritualmente, mettendo insieme i fili spezzati degli affetti e dei valori».

Dall'associazione
Intanto il presidente dell'associazione nazionale Vittime delle Marocchinate, Emiliano Ciotti, torna a ribadire l'erronea individuazione della data: «Siamo a disposizione per un confronto con gli esperti che avrebbero indicato il 17 maggio quale data per celebrare l'evento. Anche con la professoressa Fiorenza Taricone, alla quale, documenti alla mano, possiamo provare che il 17 maggio 1944 non "ebbero finalmente fine per la martoriata popolazione di Esperia le violenze, i soprusi, gli eccidi" che, invece, proseguirono anche nei giorni successivi e non solo ai danni della popolazione di quella cittadina».