Una lettera con frasi diffamatorie lasciata su una lapide nel cimitero di Boville Ernica, indirizzata a un defunto. Presa di mira la moglie. A finire nei guai una quarantenne del posto, M.R. Inchiodata dalla perizia calligrafica disposta dal pm che ha ricondotto alla sua mano la grafia del volantino. Concluse le indagini nei confronti della bovillense, accusata anche di aver minacciato la moglie del defunto e un avvocato. La vittima si è rivolta agli avvocati Alfredo Scaccia e Gabriele Scaccia. I legali chiederanno che venga riconosciuta anche la violazione del sepolcro.

I fatti risalgono a fine 2019 inizio 2020. Un volantino trovato sulla lapide di un bovillense morto diversi anni fa. Parole diffamatorie scritte nero su bianco e rivolte alla vedova, per questioni legate alla sua professione lavorativa. Parole che hanno offeso la reputazione della donna, oltre a quella di un avvocato. Sempre stando alle accuse, la quarantenne avrebbe minacciato l'avvocato, al quale aveva corrisposto dei soldi a titolo di acconto per l'attività professionale svolta nell'ambito della transazione con una banca. Minacce a seguito della rinuncia del mandato formalizzato dal difensore.

In quell'occasione, sempre stando alle accuse, ha minacciato di tappezzare tutta la Ciociaria con la lettera diffamatoria se non avesse ricevuto i soldi indietro. Ora la conclusione delle indagini e l'accusa di diffamazione e di esercizio arbitrario delle proprie ragioni.