Dibattito infuocato sul Green Pass. Dibattito che tocca anche le fabbriche dell'automotive. «Fabbriche e uffici sono stati messi in sicurezza, è inaccettabile punire chi non ha il certificato. Le mense aziendali non possono essere equiparate ai ristoranti».

Sono le parole di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil che, ieri, in un'intervista al quotidiano "La Repubblica", ha criticato le multe previste per il personale scolastico che si presenta sul luogo di lavoro senza il Green pass sanitario e anche la norma dell'ultimo decreto del governo che equipara le mense aziendali ai ristoranti.

«Il sindacato sta invitando tutti i lavoratori a vaccinarsi e non abbiamo nulla di principio contro il Green pass, ma in nome di ciò non è accettabile introdurre una logica punitiva e sanzionatoria nei confronti di chi lavora», ha detto Landini. Poi il leader della Cgil ha aggiunto: «Mi domando se chi ha deciso questa regola sia stato negli ultimi tempi dentro una mensa aziendale. Beh, dovrebbe andarci. Nessuno ha ribadito può sostenere che gli uffici o le fabbriche costituiscano oggi potenziali focolai per la diffusione del virus. Non deve passare il messaggio sbagliato che i vaccini ed il Green pass, pur fondamentali, da soli siano sufficienti a sconfiggere il virus. Non è così, purtroppo».

Un rischio possibile? Quello di abbassare la guardia.
«Basti guardare - ha aggiunto -  Landini proprio il caso delle mense aziendali. Il governo dice di volerle regolare al pari delle attività di ristorazione. Ma le mense aziendali hanno i turni, il plexiglass, la sanificazione periodica. Non sono un ristorante ma un servizio per chi lavora. Se il governo pensa che il vaccino debba essere obbligatorio, lo dica e approvi una legge. Non si può pensare di raggiungere il medesimo obiettivo in maniera surrettizia, a danno di chi lavora. È una forzatura controproducente rispetto all'obiettivo di realizzare la vaccinazione per tutti».

Parole, quelle del segretario generale della Cgil, che hanno acceso il dibattito e hanno scaldato ancor di più il clima di questa calda settimana di agosto.

Parlano Gatti e Marsella
La Fiom-Cgil interviene anche con il segretario provinciale, Donato Gatti che argomenta: «Fino ad oggi abbiamo fatto tutti i protocolli necessari con Fca e con tutte le aziende dell'automotive qui sul territorio per avere le mense in sicurezza e, quando li abbiamo fatti, non eravamo vaccinati. Quindi - chiosa - non vedo adesso qual è il problema».

Diversa è invece la lettura della Fim-Cisl che con Mirko Marsella dice: «Il tema è molto delicato, prima o poi delle decisioni andranno prese. Quello che oggi io mi sento di dire è che bisogna sensibilizzare il più possibile persone per convincerle a vaccinarsi. A volte le decisioni possono sembrare drastiche ma anche in questo caso parliamo di salute e sicurezza nella fabbriche. I numeri sono lì a dirci come i più penalizzati in questa fase, quelli che cioè finiscono in terapia intensiva, sono i non vaccinati. Il vaccino, oggi, è l'unica misura per combattere il Covid. Quando, e se ci sarà un'altra valida alternativa, allora si potrà discutere».