Minorenne sfiora il coma etilico dopo aver bevuto con gli amici: paura per una tredicenne di Cassino svenuta in piazza Labriola poco prima della mezzanotte e trasferita d'urgenza al Santa Scolastica. Nottata di paura, poi l'intossicazione da alcol e il lento miglioramento che ha scongiurato il pericolo di vita.
Quindi l'apertura di un'indagine da parte dei carabinieri di Cassino per capire se e chi abbia somministrato l'alcol alla minorenne.

Le ipotesi

Poco più di una bambina, drink da adulti. Non è ancora chiaro se il gruppo di amici abbia assunto alcolici prima a casa, in un luogo privato, o nei locali. Un solo drink o più alcolici, forse cocktail. Questo è uno degli elementi in fase di accertamento. Poco prima della mezzanotte il malore: la ragazza si accascia. Qualcuno chiama i soccorsi: in poco tempo un'ambulanza arriva a pochi metri da piazza Labriola, soccorre la tredicenne, la trasferisce sul mezzo e vola in ospedale. Il tasso alcolemico riscontrato è di 1.5: altissimo. La minore viene ricoverata, si teme il coma etilico. Nel pomeriggio di ieri le prime buone notizie: non è in pericolo di vita.

Fondamentale ciò che riuscirà a raccontare ai genitori.
Ma le indagini dei militari della Compagnia di Cassino, guidati dal capitano Scolaro e dal tenente Giorgione, sono già partite: si deve riuscire a ricostruire le ore precedenti al malore. Stabilire prima di tutto cosa abbia bevuto e dove, da chi siano state eventualmente somministrate le bevande alcoliche. Quante unità.
Se un'amica più grande abbia preso uno o più drink per lei. E in seconda battuta se invece siano stati i gestori delle attività a vendere alcolici a una ragazza di soli 13 anni senza verifiche.

La legge per chi non rispettale disposizioni prevede sanzioni salate: chi risulta essere recidivo sarà tenuto al pagare il doppio della sanzione e potrebbe dover sostenere la sospensione dell'attività per tre mesi.
Per chi somministra alcol a minori sotto i sedici anni è contemplata persino la reclusione fino a un anno.

La situazione
La situazione appare più che seria, se si guarda al fenomeno e non al caso isolato. Non sarebbe infatti purtroppo un unicum. Già nel 2020 gli abusi soprattutto in piazza Labriola avevano reso necessaria l'installazione di telecamere per cercare di frenare consumo di droga (oltre allo spaccio) e di alcol. Dalle stesse, forse, potrebbe saltare fuori qualche elemento utile a ricostruire quanto accaduto sabato. Ma sul fenomeno, come quello molto diffuso delle abbuffate alcoliche tra minorenni, occorre tornare alle "vecchie maniere": rispolverare la cara vecchia prevenzione. Alla repressione ci pensano le forze dell'ordine.