La tragedia nel carcere di Frosinone è stata scongiurata grazie al risolutivo intervento del personale della polizia penitenziaria e sanitario presente l'altra notte nella casa circondariale. Tuttavia il fatto mette in luce, ancora una volta, il sovraffollamento e la carenza di agenti in servizio e di farmaci a disposizione dei reclusi. Martedì notte, infatti, sono risultate inutilizzabili le bombole d'ossigeno con il personale sanitario che ha usato i palloni Ambu per soccorrere gli intossicati.

Alla fine il bilancio è stato di tre ricoverati: il detenuto che ha appiccato l'incendio nella cella, con ustioni su tutto il corpo di I e II grado, un altro detenuto con problemi respiratori che ha inalato i fumi sprigionatisi dall'incendio e un agente della polizia penitenziaria, anch'egli intossicato dal fumo. Il medico di turno nel carcere Armando Papetti non rilascia dichiarazioni, "parla" attraverso una comunicazione sull'accaduto inviata al responsabile Asl della sanità penitenziaria Mauro Vicano.

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