Se i centri storici sono un patrimonio, favorirne la ripresa è la vera strada per valorizzarli. Lo sostiene Maria Lucia Belli, presidente del gruppo Gioventù nazionale: «Tra le vie e i vicoli del centro storico si respira un'aria di malinconia da anni, dove un tempo ogni casa era abitata da famiglie anche numerose, ora non c'è più nessuno - sottolinea - Alcune sono del tutto disabitate e in pessime condizioni, altre utilizzate solo in determinati periodi dell'anno.

Per non parlare delle attività come alimentari, macellerie, sartorie, calzolai, bar, ufficio postale, farmacia e negozi al dettaglio vari. Una concreta soluzione sarebbe quella di una politica commerciale che mira a incentivare l'apertura e il mantenimento delle attività. Questo può accadere soltanto con degli sgravi fiscali sulle imposte comunali, così facendo quelle poche già aperte potrebbero continuare ad operare ed altre nuove avrebbero incentivi per aprire.

Un'occasione anche per stimolare i giovani a restare in paese. Il Comune, inoltre, potrebbe donare con una cifra simbolica le case ormai disabitate a giovani coppie agevolando così il ripopolamento. Grazie poi ai tanti tesori storici - conclude Belli - si può innescare un importante sviluppo turistico».