I dati finanziari di Stellantis crescono, ma i salari calano.
Purtroppo. «Il Gruppo consolida i risultati finanziari ma è alta la preoccupazione per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori e degli stabilimenti in Italia. Come nel primo trimestre infatti i risultati positivi in Europa sono trainati principalmente dai modelli del marchio Peugeot e Opel, la situazione degli stabilimenti italiani di Stellantis invece è in netta controtendenza rispetto ai dati finanziari e sta determinando criticità anche per le metalmeccaniche e i metalmeccanici delle aziende della componentistica».

Lo dichiara in una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil, che poi spiega: «I lavoratori vedono nella busta paga mensile ridursi il salario: la crisi di mercato e delle forniture, in particolare quelle relative alla microelettronica e la mancanza di nuovi modelli ha determinato di fatto un aumento generalizzato degli ammortizzatori. Nel secondo trimestre infatti si è fatto ricorso alla cassa integrazione a zero ore per 8 settimane nello stabilimento Agap di Grugliasco e per 3 settimane per quanto riguarda Pomigliano fermo, inoltre, dal 9 luglio.

Utilizzo costante e in aumento degli ammortizzatori anche negli enti centrali, a Cassino e a Mirafiori con giornate di sospensione delle attività in alcuni reparti e riduzione della produzione per altri, a Pratola Serra e Cento, stabilimenti che realizzano esclusivamente motori diesel sui quali è necessario avviare un confronto per la transizione. Dopo l'annuncio dell'installazione della terza gigafactory di Stellantis nel nostro Paese, è necessario ora entrare nel merito dell'investimento per avere garanzie sulla tenuta occupazionale dello stabilimento di Termoli».

Mostra preoccupazione anche la Fim-Cisl che con Ferdinando Uliano dice: «È certamente importante la spinta verso l'elettrico nei prossimi 24 mesi con il lancio di 21 veicoli elettrici e ibridi annunciata da Ceo Carlos Tavares durante la presentazione dei dati semestrali, ma è altrettanto necessario avere risposte concrete sulle prospettive future per gli oltre 7.000 lavoratori in Italia del Gruppo che operano sui motori tradizionali, a cui bisogna aggiungerne altrettanti nella componentistica dell'indotto. L'arco temporale che abbiamo di fronte è molto stretto, servono risposte che rassicurino nel breve periodo, sia i lavoratori, che il Paese. Gli obiettivi annunciati entro il 2030 da Stellantis nell'Electrification Day guardano a un obiettivo del 70% di elettrico nelle produzioni per Europa e il 40% delle produzioni per gli Usa. Obiettivi quest'ultimi, che diventano ancor più stringenti con le direttive "Fit For 55" annunciate dall'Europa: stop alle produzioni di motori a benzina e diesel entro il 2035».

Una estate di preoccupazione, insomma, per evitare che l'autunno inizia con l'apnea dei mesi scorsi e che le garanzie per i lavoratori in Italia ci siano e siano anche stabili. Per la stessa fabbrica ai piedi dell'abbazia e per l'intero comparto metalmeccanico ridotto in condizioni quasi disperate.