Detenuto incendia la cella. Attimi di paura l'altra notte nella casa circondariale di Frosinone: il detenuto con gravi ustioni è finito in ospedale, dove ne è stato portato anche un altro per gravi problemi respiratori, ma anche cinque agenti sono rimasti intossicati. A denunciare il «gravissimo episodio», è il sindacato Uspp per il Frusinate, che ricostruiscono quanto avvenuto in via Cerreto. «Ieri sera (martedì, ndr), verso le ore 22, un detenuto con problemi psichici ha dato fuoco alla cella: immediatamente tutta la sezione detentiva è stata invasa da un denso fumo nero.

Prontamente, tutto l'esiguo numero di personale di polizia penitenziaria, in servizio nei vari reparti, si è portato sul luogo dell'evento». Così gli agenti «dapprima hanno tirato fuori il detenuto dalla cella in fiamme dopodiché hanno fatto evacuare tutti i detenuti, mettendoli in sicurezza nel cortile passeggi. Il detenuto autore del gesto è stato trasportato in ospedale con gravi ustioni su tutto il corpo, insieme ad un altro ristretto, quest'ultimo per grave insufficienza respiratoria. Anche cinque poliziotti hanno dovuto ricorrere al pronto soccorso per grave intossicazione da fumo. È, dunque, solo grazie alla prontezza e allo spirito di sacrificio e umanità dimostrato dai pochi poliziotti in servizio con pochi dispositivi di sicurezza individuale se l'evento non ha avuto conseguenze tragiche».

I sindacalisti dell'Uspp denunciano come «eventi di questo genere sono ormai da tempo all'ordine del giorno a Frosinone». L'ultimo episodio simile, sempre con un incendio in cella, risale a metà aprile. «Il personale è stremato non ce la fa più a sopportare turni massacranti e lunghissimi che vanno di gran lunga oltre il limite massimo di 9 ore previsto dagli accordi nazionale di lavoro - denuncia il sindacato - coprendo più posti di servizio contemporaneamente. Basti pensare ad un poliziotto penitenziario che dovrebbe svolgere un turno di 8 ore terminando alle ore 15, in realtà è poi costretto a rimanere in servizio anche fino alle ore 24 anche se manifesta l'impossibilità per motivi di impegni personali e familiari.

A questo va aggiunto la mancata concessione di riposi e brevi periodi di ferie. Di recente il personale ha messo in atto una forma di protesta pacifica, l'astensione della mensa di servizio ottenendo solo azioni di ritorsione da parte della direzione. Come sindacato abbiamo avuto anche un incontro unitario con il provveditore del distretto e con il prefetto di Frosinone che, a loro volta, hanno garantito il loro impegno a mantenere alta l'attenzione ai problemi della casa circondariale di Frosinone. Il personale a Frosinone è sotto organico, su una pianta organica prevista di 296 unità ne sono presenti solo circa 180».

«L'evento critico - aggiunge Angelo Vittiglio, segretario provinciale Uspp - ripropone la problematica dei detenuti con patologie neuropsichiatriche ancora ospiti nelle strutture penitenziarie. L'Uspp esprime solidarietà ai colleghi intossicati dal fumo ed augura loro una veloce ripresa. Anche questa grave problematica, ossia la gestione dei soggetti affetti da problemi psichiatrici, è stata da tempo esposta negli incontri avuti con i vertici del ministero della Giustizia e del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Ormai è un bollettino di guerra: servono interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto».