«Arbitraria e travalicante i normali compiti istituzionali». Così la Pro loco ceccanese definisce la decisione dell'amministrazione Caligiore di azzerare i vertici del sodalizio. La reazione è altrettanto dura: «La delegittimazione della Pro loco che sarebbe stata adottata dal Comune, ma mai notificata all'associazione - si legge in una nota - è assolutamente arbitraria e travalicante i normali compiti istituzionali, non potendo il Comune intervenire sulle decisioni spettanti all'associazione, quali il tesseramento o il rinnovo delle cariche elettive».

La Pro loco risponde alla dura nota, firmata dagli assessori Federica Aceto e Stefano Gizzi e dal delegato al turismo Pasquale Bronzi, nella quale si parla della totale inattività della sezione ceccanese non solo a causa del Covid, ma per via di una gestione inefficiente.
«Non tiene conto intanto che le iniziative della Pro loco non si esauriscono nelle manifestazioni, ma che comunque richiedono anche un impegno finanziario non sempre disponibile, ma abbracciano anche altre attività a livello culturale maggiore - replica l'associazione - Successivamente, a costo zero perché senza finanziamenti né regionali né tantomeno comunali, sono state attuate altre iniziative, documentate e pronte ad essere esibite nelle opportune sedi».

Riguardo alle iscrizioni, la Pro loco spiega: «Sono state rifiutate dal direttivo le richieste di iscrizione di soggetti, appartenenti ad altra associazione, che avevano avuto comportamenti in contrasto con quanto sancito nello statuto. Parimenti falsa l'asserzione secondo cui sarebbero rimaste inattese le richieste di collaborazione, stante la volontà della Pro loco di mettersi a disposizione dell'ente completamente ignorata, al punto che sono state invitate in Comune le varie associazioni tranne la Pro loco».

E all'accusa di rappresentare una "enclave politica", la Pro loco ribatte: «Si gradirebbe sapere su quale base sia stata fatta una dichiarazione simile». Infine, la richiesta di commissariamento che l'associazione definisce "assurda" e «volta a interferire con il rinnovo delle cariche sociali, oltre che a diffamare il direttivo». Si profila così una battaglia legale «per tutelare l'onorabilità della Pro loco».