Il tribunale del Riesame ha revocato gli arresti domiciliari al presidente di Più Italia Fabrizio Pignalberi.
I giudici del tribunale della Libertà erano chiamati a pronunciarsi sull'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari eseguita lo scorso 14 luglio per i reati di calunnia (quattro ipotesi) e di molestia o disturbo delle persone (un episodio). I giudici si sono presi 45 giorni di tempo per il deposito delle motivazioni.
«Alle otto di questa mattina (ieri, ndr) mi è stato comunicata da parte dei carabinieri di Piglio la mia remissione in libertà. Sono felice, era una notizia che aspettavo e che arriva proprio nel giorno del mio compleanno». È la dichiarazione del presidente di Più Italia.

Il provvedimento si innestava sulla scia di quanto mostrato in televisione da le Iene in cui un gruppo di persone aveva denunciato Pignalberi e sulle successive denunce e controdenunce. Uno degli episodi contestati nell'ordinanza a Pignalberi, verificatosi all'altezza del polivalente di Frosinone, era stato, seppur parzialmente, mandato in onda su Italia 1.
Nello specifico l'accusa mossa contro il leader di Più Italia nasceva da una serie di denunce-querele del settembre 2018, del 20 maggio 2020 e dall'episodio del polivalente, verificatosi lo scorso maggio. In base agli accertamenti compiuti dalla procura e sulla base dell'ordinanza ora venuta meno, le denunce presentate contro i suoi accusatori, non sarebbero veritiere. Cosa sempre contestata da Pignalberi, anche con due perizie.

Uno degli episodi citati nell'ordinanza si sarebbe verificato all'interno del tribunale, Pignalberi aveva denunciato di essere stato spintonato, offeso e oggetto di sputi. Secondo l'accusa, però, la videosorveglianza del tribunale non avrebbe confermato tale versione. L'altro episodio contenuto nell'ordinanza del 14 luglio si riferiva alla scena del polivalente. Nell'atto di accusa contro Pignalberi si dava atto che lo stesso lungo viale Mazzini aveva denunciato di esser stato oggetto di molestie e minacce da parte di una delle denuncianti, ma che le telecamere del comando dei carabinieri e le immagini fornite dalle parti offese avrebbero dimostrato il contrario.

Tuttavia, come ribadito dalla difesa di Pignalberi, assistito dall'avvocato Mariano Giuliano, le stesse immagini della caserma dei carabinieri proverebbero il contrario. «I militari dell'Arma - fa notare la difesa - rilevano circostanze e posizionamenti differenti dell'automobile di Pignalberi e di quella degli accusatori». A sostegno della sua testi e per smentire la perizia della procura, Pignalberi ha presentato al Riesame due perizie con «una dinamica dei fatti diversa da quella che gli viene contestata». Già quando era stato sentito nell'interrogatorio di garanzia, alla presenza dell'avvocato Mariano Giuliano, Pignalberi aveva respinto ogni accusa e aveva consegnato il telefonino perché si facessero le opportune verifiche.

Dalle immagini mostrate da le Iene, infatti, si vedeva la registrazione fatta da una delle donne, poi insultata nel video, mentre nell'altra auto anche Pignalberi registrava. Tuttavia, come accertato dai carabinieri, per l'episodio in quel tratto del polivalente non ci sono immagini della videosorveglianza, mentre dalle telecamere della caserma si vede la Mercedes delle donne sorpassare la Bmw di Pignalberi ed entrare verso la caserma, salvo venire allontanata immediatamente. Poi, la Mercedes riprende la marcia seguendo la Bmw. L'episodio del polivalente è successivo e di questo si hanno il video di Pignalberi che riprende le donne, che girano intorno all'auto parcheggiata, per non farsi riprendere e il video di queste secondo le quali era invece Pignalberi a inseguirle in modo incalzante.

Ovviamente, in attesa del processo che dovrà chiarire le responsabilità sull'accaduto, le indagini proseguono. Pignalberi afferma: «Ci sono stati momenti difficili in questi giorni per me e la mia famiglia, ma confido nella mia piena assoluzione. Per il grave danno subito come persona e come leader politico non intendo rinunciare ad un eventuale risarcimento».
Pignalberi, peraltro, denuncia un nuovo atto intimidatorio nei suoi confronti. «Durante i diciassette giorni dei domiciliari si è verificato un inquietante episodio intimidatorio - racconta - Ignoti hanno dato fuoco alla mia automobile parcheggiata nei pressi dell'abitazione». Sul fatto indagano i carabinieri di Piglio, dopo avere acquisito le immagini della videosorveglianza dell'abitazione di Pignalberi.