«Non c'è più niente. Le piante di ulivo che erano di mio padre, e prima ancora di mio nonno, non ci sono più.
Come mi sento? Come posso sentirmi nell'aver perso una cosa così cara cui tutta la famiglia ha sempre tenuto molto?». Sono le parole cariche di commozione, ma soprattutto, di rabbia di un residente di Sant'Oliva.

Una delle persone che mercoledì scorso ha visto andare in fumo il proprio uliveto. Un'intera frazione ieri mattina si è svegliata respirando ancora quell'odore acre del bruciato. Un odore che ha rappresentato per tutti la distruzione totale di ogni ricordo, ogni affetto custodito su quella montagna.

L'incendio ha letteralmente devastato l'intera zona provocando una moltitudine di danni. Intere aree sono state ridotte in cenere e anche i cittadini che hanno tentato in ogni modo di spegnere le fiamme si sono dovuti rassegnare alla furia del fuoco. Un rogo che è partito in diversi punti della montagna diventano in poco tempo incontrollabile. Tra la gente la preoccupazione è alta. Infatti la stagione estiva non è ancora finita e il rischio che possano esserci nuovi incendi è particolarmente alto.

Per questo motivo l'allerta è forte e i cittadini stessi si sono trasformati in "sentinel le" pronte a lanciare l'allarme al minimo segnale. Intanto è arrivato il ringraziamento del sindaco Anselmo Rotondo al lavoro dei volontari della Protezione civile di Pontecorvo presente, insieme ai vigili del fuoco, sul posto.

Proprio a loro il primo cittadino ha voluto rinvolgere un ringraziamento per «l'intervento dei nostri volontari della Protezione Civile e delle altre forze intervenute.
A loro ai nostri instancabili volontari dico grazie infinite».