Sono di pattuglia, lui e un collega, lungo la statale 131 in territorio di Posada. È un attimo quando si accorgono che ci sono due persone in difficoltà con un'auto in panne. A qualche centinaia di metri dalla rampa di accesso, in territorio di Posada e con immissione sulla statale per Olbia. I due agenti della Polstrada fanno il loro dovere, si fermano subito e prestano aiuto. La macchina è ferma, si cerca di cambiare una gomma forata per rimetterla "in sesto" e tornare a farla viaggiare quando sopraggiunge un'altra autovettura, una Volkswagen Golf, che travolge Marino Terrezza, sbalzandolo sull'asfalto.

Un tentativo di frenata, forse, la perdita del controllo del mezzo (saranno i rilievi ad accertarlo) e per il giovane, nato a Cassino ma cresciuto a San Giorgio, la vita si appende subito a un filo. Sempre più sottile. La chiamata immediata ai soccorsi, l'arrivo celere degli operatori del 118 e il tentativo disperato di rianimare il giovane poliziotto. Lungo tentativo mentre la speranza diventa sempre più debole, fino a quando quel filo si spezza e non c'è più nulla da fare. La strada, intanto, viene chiusa al traffico per i rilievi dei carabinieri e il medico legale arriverà sul posto. Una tragedia. Un compimento del proprio servizio, al fianco degli altri, che è diventato tragedia. Il silenzio assordante.

Gli occhi nel vuoto per quel ragazzo che aveva un bimbo ad attenderlo, insieme alla compagna, quando avrebbe finito il turno. A Siniscola da due anni, prima aveva prestato servizio a Orosei. E una vita ancora davanti. A 36 anni. Una famiglia d'origine nel centro di San Giorgio a Liri che viene informata dell'accaduto nella mattinata di ieri: la più terribile delle notizie,quella allaquale nessuno è mai pronto o dovrebbe mai esserlo. Dolore senza consolazione e lacrime di un intero paese. In quei centri a dimensione umana dove l'esistenza degli uni è legata a quella degli altri. Dove l'aria si fa subito irrespirabile e soffocante al pensiero di quel ragazzo partito tanti anni prima (una decina) per lavorare e ora in forze alla Polstrada del distaccamento Siniscola, in provincia di Nuoro.

Un lavoro, una famiglia, una giovane età, desideri e sogni. Componenti che insieme non si riescono ad associare alla morte. Il sindaco Francesco Lavalle è rimasto come tutti sconvolto: «Me lo ricordo da piccolo, è sempre stato davvero un bravo ragazzo. Aveva 5 o 6 anni più di me. La nostra comunità è rimasta scossa, tramortita. La famiglia di origine abita proprio vicino casa mia, papà pensionato Fiat, la mamma casalinga, poi una sorella e un fratello. Esprimo vicinanza a tutti loro che conosco da una vita, riuscendo solo lontanamente a immaginare il dolore per questa tragedia. La stessa famiglia è subito partita per raggiungere la Sardegna. Anche a nome di tutta la comunità ci stringiamo al loro dolore».

Messaggio anche dalla questura di Frosinone: «La nostra terra perde un altro suo figlio. Ci stringiamo, nel dolore, ai suoi familiari».Intanto,sul postosisono recati il capo della Polizia, Lamberto Giannini e il direttore delle Specialità della Polizia, Daniela Stradiotto.