Ci sono voluti mesi per vedere un campo di granturco rigoglioso e pronto all'ultimo sole prima del raccolto. Mesi distrutti in una notte. Accade ogni volta che passano i cinghiali come durante l'ultima incursione che ha fatto salire il livello delle temperature. Gli agricoltori sono stanchi, esasperati da "investimenti" di soldi ed energie per vedere tutto distrutto in un battibaleno. I branchi, durante la notte, scendono a valle e falcidiano le coltivazioni lasciando l'amara sorpresa a chi ancora coltiva i terreni per esigenza casalinghe o per la vendita.

Sudore e fatica distrutti insieme ai campi e al raccolto. La voce degli agricoltori dell'intera area non trova riscontri in azioni che possanodavvero farfronte alla emergenza. «Tocca agli agricoltori subire l'ennesima beffa. Una beffa grave vista la situazione di disagio economico finanziario che i produttori agricoli stanno vivendo a causa delle invasioni dei cinghiali che loro malgrado e non intenzionalmente distruggono raccolti ed intere coltivazioni. Si continuano a paventare soluzioni sbagliate, non efficaci, non risolutive e soprattutto, non definitive», ha detto Roberta Di Mascio referente della sezione on line di Cassino del movimento politico "Ora Rispetto Per Tutti gli animali", in un lungo intervento.

«Se l'intenzione è quella di voler risolvere il problema dell'invasione dei cinghiali e non quella, ancora una volta di speculare, politicizzare e strumentalizzare i problemi di chi dell'agricoltura ne fa il proprio ed unico sostentamento è d'obbligo optare per delle soluzioni efficaci, risolutive e soprattutto, definitive». E se è toccato l'altra notte a Cassino, zona Sferracavalli, altre volte si vedono in pieno centro come non sono da meno zone come Sant'Apollinare, Sant'Elia, San Giorgio. Un problema generalizzato e senza soluzioni incisive.