Proprio mentre l'ex presidente del Consiglio regionale Mauro Buschini, novello sposino, è in viaggio di nozze, il presidente della commissione trasparenza (ironia della sorte voluta da Buschini per fare un po' di chiarezza sulla concorsopoli di Allumiere) ha tratto le conclusioni. E la conclusione di Chiara Colosimo, senza tanti giri di parole, è semplice: «La maggior parte dei candidati è stata assunta senza averne i requisiti».

La premessa
Facciamo un passo indietro. Alla fine dello scorso anno la Regione aveva attinto dalla graduatoria del concorso del Comune di Allumiere per assumere sedici persone (ma ci sono anche assunzioni in altri enti), legate, chi più chi meno, alla politica. Una coincidenza? Forse no. Ma apparentemente tutto regolare. Anche perché esiste una convenzione che consente di utilizzare le graduatorie di altri concorsi pubblici senza indire un nuovo bando. E lo scandalo, allora, dove sarebbe? Il problema (di opportunità politica, ma non solo) è stato sistemare persone, diciamo così, "vicine" al Pd, alla Lega e ai Cinque Stelle.

Per la provincia di Frosinone a trovare un lavoro sicuro sono stati il segretario del circolo cittadino di Frosinone del Pd Andrea Palladino, l'assessore di Isola del Liri Massimo D'Orazio e Riccardo Strambi. Com'era inevitabile si è arrivati all'apertura di un'indagine da parte delle procure di Civitavecchia e di Roma, con le conseguenti dimissioni da presidente del Consiglio regionale del Lazio di Mauro Buschini.

La commissione trasparenza ha fatto quello che doveva fare, cioè ascoltare i protagonisti.
Ecco, secondo Chiara Colosimo c'è la ferma convinzione che il concorso sarebbe viziato da una serie di errori. Come già aveva evidenziato l'avvocato Stefano Trippanera, al quale il sindaco di Allumiere Antonio Pasquini aveva chiesto un parere pro veritate rimasto inascoltato. Il nodo è la graduatoria stranamente lievitata. Ma c'è di più, come la scelta della commissione di spostare il punteggio minimo per l'ammissione alle prove successive da 21/30 a 31/45.

Una modifica che ha comportato un abbassamento del punteggio necessario al superamento della prova, dal 70 al 68,88%. Poca cosa, si dirà. Il problema, in realtà, è successivo. Dalla prova pre-selettiva sarebbero dovuti scaturire i nominativi dei venti candidati (poi diventati oltre cento), purché avessero ottenuto il punteggio minimo di 31/45. Con la possibilità di ammettere, oltre ai primi venti, anche coloro che avessero raggiunto un punteggio pari al ventesimo classificato. A ottenere il punteggio di 31/45 sono stati in cinquantanove. Ma dall'esame dell'elenco dei candidati, scrive Trippanera, «emerge invece che sono stati ammessi alla successiva prova scritta tutti i candidati che hanno riportato un punteggio pari o superiore a 21/45». Insomma, una bella imbarcata.

La relazione della Colosimo
E proprio su questo aspetto si è soffermata la Colosimo, secondo la quale ci troviamo davanti a «un concorso completamente diverso da quello che ha "architettato" la commissione giudicatrice». Per il presidente Colosimo «è evidente che già soltanto per lo stravolgimento dei criteri di accesso alle prove scritte la procedura concorsuale presenta vizi importanti». E conclude: dei 44 assunti «ben 34 hanno legami accertati con la politica o con la commissione. Dall'esame dell'elenco degli assunti e degli esclusi si può facilmente riscontrare come i candidati esclusi dalle assunzioni siano i cosiddetti "figli di nessuno". Ben 39 candidati assunti su 44 erano stati inseriti, dalla commissione, nel famoso primo elenco delle preselezioni.

Ricordiamo che per le prove preselettive erano stati formati 7 gruppi da 90 candidati ciascuno, e già da tempo è stato fatto notare come nel primo gruppo erano stati inseriti i candidati "vicini" alla politica». Una suddivisione «eseguita senza un criterio». E questo ha portato all'altissima percentuale di idonei del primo gruppo (il 70%, a differenza degli altri che si attestano ad una media inferiore al 20%). Inoltre, dei 49 idonei del primo gruppo, la quasi totalità è stata poi assunta nelle amministrazioni». Serve aggiungere altro?