Violenza in carcere di Santa Maria Capua Vetere, il Sappe interviene ancora. E rilancia: «Nella relazione al Parlamento del ministro della Giustizia Marta Cartabia su quel che è accaduto a Santa Maria Capua Vetere importanti aspetti di cambiamento in ordine alla necessità di rivedere l'operatività della Polizia penitenziaria e la gestione stessa delle carceri italiane».

L'inchiesta, lo ricordiamo, è quella che ha coinvolto nella vasta operazione della procura sammaritana oltre cinquanta tra ufficiali e sottufficiali, raggiunti da misure cautelari diverse a seconda delle contestazioni. Tra costoro anche Giacomo Golluccio, 45 anni, nato a Cassino e Felice Savastano, 54 anni di Galluccio.
E G.Q. di 55 anni, originario di Cassino ma residente a Caserta, sospeso per cinque mesi.

«Non voglio entrare nel merito dell'indagine  - commenta il segretario generale del Sappe, Donato Capece - ma vorrei ricordare che la Polizia penitenziaria è una istituzione sana».
«Importante è sanare la grave carenza di sicurezza delle carceri italiane dovuta alla scarsa presenza di personale: aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro il personale come le risse ed i tentati suicidi, sono purtroppo all'ordine del giorno» prosegue.

Per poi sollecitare il ministro della Giustizia e la Direzione amministrativa: «La situazione nelle nostre carceri, come attesta anche la relazione al Parlamento, resta allarmante e i nostri poliziotti continuano a essere aggrediti senza alcun motivo o ragione. Dunque è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie».