Nocione e miasmi, si accelera. In verità tra le priorità nell'agenda dell'amministrazione ci sono anche ex Marini e Panaccioni, con lo sguardo alle acque rosse (quelle a confine con Sant'Elia) e pure alla ex zona di Spineto per la quale di recente si è passati nella fase operativa con la rimozione dopo l'intervento della nuova società dei primi rifiuti.

Un cambio di passo, seguito in prima persona dal consigliere comunale con delega all'Ambiente, Riccardo Consales. Ma, prima di ogni altra cosa, occorre chiudere il cerchio su Nocione, con la richiesta di un nuovo incontro in Regione che salvo inconvenienti dovrebbe avere luogo nei primi giorni di agosto: un summit cruciale per discutere gli ultimi step, proprio quelli relativi ai finanziamenti per bonificare un'area vasta e ormai nota per il sospetto dei veleni interrati.
Sospetto divenuto sempre più tangibile con le inchieste della procura.

Grazie alle battaglie di ambientalisti che hanno lottato per oltre vent'anni a testa bassa, i fascicoli (archiviati e riaperti) hanno portato a individuare oggi i punti "caldi" su cui intervenire: non solo su quei cumuli di rifiuti portati alla luce dalle viscere della terra. Dopo oltre vent'anni a metà dello scorso mese d'aprile sono infatti finalmente partite le analisi geotecniche.

Prima lo ricordiamo c'era stato l'arrivo dei geoscanner della Finanza da Pratica di Mare, quindi un nuovo lungo stop a causa della pandemia. Tre mesi fa la consegna alla società Geotech incaricata delle indagini geofisiche di tipo non invasivo, come da progetto esecutivo, per stabilire l'estensione e la profondità dei rifiuti presenti in quel sito. Attività propedeutiche ai sondaggi geognostici con il prelevamento di campioni di acqua e di terreno nelle aree circostanti per verificare se l'inquinamento non sia diffuso anche lì. Ora, con i risultati delle analisi in questione che secondo i beninformati sarebbero pronti verrà eseguita una prima reale mappatura per intervenire.

Ma questo non è l'unico fronte su cui accelerare.
Dopo l'ultima notte insonne dei residenti della zona industriale, anche la risoluzione della criticità affatto nuova nell'area Solfegna Cantoni e Cerro non appare meno stringente.

I miasmi e le date
Ieri mattina il nuovo vertice con "l'ala moderata" delle associazioni ambientaliste, il gruppo di "Allerta Cerro", rappresentata da Dario Leva. Proprio a poche ore dall'ennesima notte senza respiro lamentata dai residenti.

Il sindaco Enzo Salera ha affrontato la delicata questione legata all'impianto di depurazione e quella delle fognature della zona industriale alla presenza di una delegazione di cittadini (tra i quali Leva, Carrino, Mariani) oltre all'assessore all'Ambiente, Venturi, e ai consiglieri Consales e De Sanctis. In quella sede ha illustrato i contenuti della riunione della scorsa settimana tra Comune e tecnici e ha offerto «chiarimenti sullo stato di avanzamento dei lavori di copertura delle vasche finalizzati all'abbattimento dei cattivi odori causati dal depuratore di via Molinarso». A tal proposito è stato assicurato che la consegna dei lavori alla ditta aggiudicataria è avvenuta il 25 dello scorso giugno e si prevede il completamento entro 90 giorni.

Tutto, dunque, rinviato a settembre. Sul rifacimento delle condotte fognarie, poi, è stato sottolineato come sarà possibile «ammodernare tutta la linea grazie a un finanziamento regionale». Chiarimenti pure sullo sversamento di liquami della settimana scorsa: «il primo cittadino ha riferito che, stando a quanto riportato da Aea, tale anomalia è stata causata dal furto di cavi di rame e al conseguente blocco del funzionamento dell'impianto» fanno sapere dal Comune. Le date ci sono, ora si attendono i risultati.