Quasi 250 chilometri nelle mani del suo ex, con il quale le cose non andavano più da tempo. Prima la intercetta all'autogrill di Terni, poi la costringe a seguirlo. E inizia il calvario. Saranno gli agenti della Sottosezione A1 di Cassino a notare l'auto con a bordo i due giovani campani e a salvare la donna, poi trasferita in ospedale. Sequestro di persona e violenza sessuale: le accuse a cui il quarantenne napoletano dovrà ora rispondere.

La ricostruzione
Lei si era trasferita a Rimini per lavoro. Lui non è ancora chiaro se l'avesse seguita per gelosia. O per trovare un impiego. Quando la vittima decide di tornare a casa in autobus, lui la intercetta a Terni. E la costringe a salire in auto: l'inizio dell'incubo.
Secondo quanto poi ricostruito dagli agenti della Sottosezione A1 di Cassino - guidata dal comandante Cerilli, agli ordini del dirigente Macarra - la vettura sarebbe stata notata intorno a mezzanotte e mezza sulla carreggiata dell'autostrada, in territorio di Marzano Appio, direzione sud. Agli agenti non è sfuggita l'animata discussione all'interno dell'abitacolo: visibile la gestualità scomposta degli occupanti. Insospettiti da questi movimenti anomali, i poliziotti si sono avvicinati all'autovettura e dall'abitacolo è scesa rapidamente la giovane visibilmente scossa, con gli indumenti strappati.

Dirigendosi verso l'autovettura della polizia ha iniziato a chiedere aiuto, seguita dall'uomo. Urlando, la vittima avrebbe raccontato di essere stata picchiata e violentata all'altezza di San Vittore. L'uomo, nonostante la presenza delle forze dell'ordine, continuava a insultare e minacciare la sua ex. Che intanto veniva trasferita a Cassino, in ospedale, per gli accertamenti del caso. «L'esito degli accertamenti medici sulla donna e sugli indumenti rinvenuti all'interno dell'autovettura hanno poi dato conferma della denuncia da parte della donna» hanno quindi riferito gli agenti. L'uomo è stato arrestato e trasferito a Poggioreale.
Le successive attività degli investigatori (codice rosso) sono state eseguite con il coordinamento della procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, nel massimo rispetto del protocollo a tutela della donna che aveva subito violenze.