«Non ho potuto fare a meno di notare, con rammarico, che si continua a parlare di sviluppo turistico riferendosi sempre al passato. Le qualità naturalistiche e paesaggistiche del nostro territorio sono sempre state note ai cittadini morolani. Il sindaco, in certe occasioni, dovrebbe illustrare quali sono le iniziative e i progetti per far si che le bellezze del nostro paese siano, in futuro, conosciute anche fuori dal comune. Purtroppo non basta parlarne in qualche convegno e rivendicare quello che è stato fatto in passato».

A parlare è Pierluigi Pietropaoli, portavoce comunale di FdI e presidente del circolo cittadino, a margine delle dichiarazioni del sindaco di Morolo, durante un convegno, in modalità on line, sul monumento naturale della valle S. Angelo.
«Il monumento naturale è stato istituito, con decreto del presidente della Regione Lazio, nel mese di gennaio, ad oggi oltre a non aver ancora creato un sito internet dedicato, non è stato nemmeno modificato quello istituzionale del comune, nel quale non c'è traccia dell'opera. Potrebbe essere propedeutica all'obiettivo della promozione turistica anche una pagina Facebook che, sponsorizzata con pochi euro, permetterebbe di raggiungere un ampia platea di persone - aggiunge Pietropaoli - Più banalmente poi penso ad una cartellonistica stradale che possa attrarre e incuriosire almeno il pubblico di passaggio.

Infine un'altra iniziativa di vitale importanza sarebbe dare seguito alla mia proposta di fare rete e interagire con i comuni limitrofi, penso a Supino e Patrica per ampliare il bacino d'utenza. Riguardo all'altro cavallo di battaglia dell'amministrazione, il progetto albergo diffuso, siamo fermi a una determina del 1/6/2020 che affida uno studio di fattibilità. Mi chiedo almeno che fine abbia fatto questo studio».

Il portavoce di FdI porta all'attenzione anche la necessità di alcuni servizi, come uno sportello bancomat. «Si aspetta l'imminente installazione di uno sportello ATM nei locali della posta, annunciata come tale dal sindaco ormai qualche mese fa, ma non ancora avvenuta». E poi sul centro sportivo: «da anni chiuso ai cittadini e ad uso e consumo della società di calcio. I bambini e gli adolescenti del paese sono costretti a giocare e riunirsi su improvvisati campetti come i parcheggi e le piazze. Sarebbe, secondo me, il caso di aderire a qualche bando di finanziamento, come quello pubblicato qualche giorno fa dalla regione "Un paese ci vuole"».