Venerdì scorso, dopo dieci mesi, la fontana di piazza Garibaldi è tornata a zampillare. Fino a maggio scorso si temeva che gli zampilli dovessero rimanere un ricordo, ma poi, alla vigilia dell'estate, un'accelerazione ha riportato la vasca in marmo nelle condizioni di sicurezza così da rendere di nuovo operativa la fontana.

La chiusura dell'acqua era stata determinata dalla scarsa tenuta del collante che tiene unite le sezioni di marmo della vasca: l'acqua filtrava fuori bagnando i gradoni e i sanpietrini della piazza, creando pericoli per i passanti, specie d'inverno con il ghiaccio. Dunque, bisognava intervenire con un'energica manutenzione, ma la spesa fu ritenuta eccessiva: le finanze comunali imponevano di effettuare il lavoro a un prezzo più abbordabile.

Nelle ultime settimane l'accelerazione tanto attesa: pianificato il da farsi, scelto il materiale per sigillare i giunti tra le sezioni di marmo, rimesso a nuovo un po' tutto, si è lavorato per riaprire la fontana in occasione della prima giornata del Festival jazz, e così è stato. La speranza è che il restauro eseguito duri nel tempo, soprattutto per attraversare indenne i mesi più freddi. Ciò significa che la fontana necessita di cure particolari perché esposta ai rigori dell'inverno e alle torride giornate estive, situazioni che mettono a dura prova proprio il sigillante.

La fontana è la copia esatta dell'originale che fu collocata lì nel 1886 e rimossa nel 1962: dieci anni fa si decise di ripristinarla seguendo al centimetro le misure; la nuova fu inaugurata nell'agosto del 2014. In questi sette anni, però, altri sono stati gli intoppi, come i fari immersi che restavano spenti e la morìa dei pesci rossi ospitati nella vasca. Ora si spera che il rodaggio sia alle spalle.