Consorzio industriale regionale unico del Lazio, conto alla rovescia dopo il via libera alla fusione anche dall'ultima assemblea dei soci dei cinque enti che andranno a comporlo. Quella di Rieti. Nei giorni scorsi, nell'ordine, era arrivato il voto favorevole del Roma-Latina, dell'Asi di Frosinone, del Cosilam di Cassino e del Sud Pontino. Semaforo verde anche da Rieti.
In questo modo si è completato l'iter per arrivare alla fusione.

Un passaggio formale ma che ha evidenziato un aspetto importante, quello cioè di un voto pronunciato in maniera convinta e unanime, a testimonianza del fatto che il nuovo strumento sarà efficace, soprattutto per la nuova "mission" che lo caratterizza, per una svolta economica ed occupazionale del territorio.

Cosa succede adesso
A questo punto, dopo l'approvazione da parte delle cinque assemblee dei Consorzi, l'iter che porterà alla fusione prevede alcuni passaggi necessari.
Intanto ciascuna delibera assembleare di approvazione del progetto di fusione dovrà essere iscritta presso gli Uffici del Registro delle imprese entro i successivi otto giorni dalla rispettiva adozione. La fusione potrà quindi essere attuata solo dopo trenta giorni dall'iscrizione nel Registro delle Imprese della delibera di fusione.
Da quel momento in poi si provvederà alla stipula dell'atto di fusione, alla presenza del notaio incaricato, e al successivo deposito dello stesso presso l'Ufficio del registro delle imprese.

Le quote di partecipazione
Ricordiamo che all'interno del nuovo Consorzio industriale del Lazio, la partecipazione degli attuali enti sarà la seguente: il Consorzio Asi di Frosinone avrà il 37%, il Cosilam di Cassino il 9%, il Consorzio Sud Pontino il 26%, il Consorzio Roma-Latina il 19% e il Consorzio di Rieti il 9%. Schiacciante la maggioranza del Basso Lazio quindi.

La posizione della Regione
Paolo Orneli, assessore regionale allo sviluppo economico, commercio e artigianato, ricerca, start-up e innovazione, ha affermato: «Anche Rieti, all'unanimità, ha dato il via libera al Consorzio industriale del Lazio.
Sarà il più grande d'Italia e nascerà attraverso la fusione dei cinque Consorzi esistenti (Asi Frosinone, Cosilam, Roma-Latina, Sud Pontino e, appunto, Rieti).
È un passaggio storico per la nostra regione, che si doterà di uno strumento prezioso per l'attrazione degli investimenti e per le politiche industriali. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile questo traguardo. Ora bisogna correre, per investire sui territori e tornare a crescere». Mentre il vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori, ha affermato: «Il lavoro di squadra tra Regione Lazio, i territori, gli enti locali e le associazioni di categoria dà buoni frutti: il Lazio avrà il Consorzio industriale unico più grande d'Italia.
Una grande occasione di rilancio economico e di sviluppo. Si tratta di un passaggio storico per la nostra Regione, con cui diamo vita a uno strumento prezioso per l'attrazione degli investimenti e per le politiche industriali. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile questo traguardo, ai presidenti e le assemblee dei cinque Consorzi: Asi Frosinone, Cosilam, Roma-Latina, Sud Pontino e Rieti. Ora bisogna correre, per investire sui territori e tornare a crescere per rendere il Lazio ancora più forte e competitivo».

L'imprimatur di De Angelis
Francesco De Angelis è l'attuale commissario del Consorzio industriale regionale unico, destinato ad essere eletto presidente. È anche il numero uno del Consorzio Asi di Frosinone. Ha illustrato in questo modo quella che sarà la strada del Consorzio unico.
Rilevando: «Mettiamo in campo una nuova mission, con nuovi strumenti e nuove attività. Un'esigenza che c'era, visto che i Consorzi sono stati ideati al tempo della Cassa del Mezzogiorno. Ora, tra le altre cose, diventeremo soggetto intermedio per la gestione dei fondi strutturali e saremo strumento fondamentale per le imprese. Metteremo in campo progetti per gli investimenti, lavoreremo all'internazionalizzazione e stiamo già operando rispetto ai siti dismessi.
Noi vinceremo questa sfida». Lo stesso De Angelis ha più volte ricordato come si partirà con una dotazione di 50 milioni di euro per le infrastrutture e uno sulla digitalizzazione.

Il commissario ha poi aggiunto: «Con il Consorzio industriale unico saremo più forti perché avremo un ente nuovo, adeguato ai tempi attuali e fortemente innovativo. Quella che stiamo per fare non è una semplice fusione, ma una vera e propria riforma.
Il nostro sarà un organismo intermedio di gestione delle risorse regionali, comunitarie e del Recovery Fund.
Vuol dire attrazione di investimenti, competitività, sviluppo, occupazione».

Gli scenari
In meno di un anno ci sono state due grandi novità negli assetti del Basso Lazio. La prima è stata rappresentata dalla Camera di Commercio di Frosinone e Latina.
Con il presidente Giovanni Acampora che ha immediatamente colto la portata di quella che è una rivoluzione perfino sul piano culturale. Poi il Consorzio industriale regionale unico, all'interno del quale le province ciociara e pontina hanno un peso rilevante.
Il riferimento di De Angelis al Piano nazionale di ripresa e resilienza fa capire bene quali possono essere le opportunità in termini di progetti in grado di intercettare quel tipo di risorse. Non solo quelle del Pnrr, ma più in generale i finanziamenti messi a disposizione dall'Unione Europea. Inoltre il Consorzio unico rappresenterà una straordinaria opportunità per l'industria manifatturiera delle due province.