Task force al capezzale del torrente Mollarino. Comuni ed enti territoriali sono impegnati con interventi a vari livelli per riparare i danni causati dalle alluvioni del 2018 e 2020 e per prevenire catastrofi future.
Sono ancora lucide nei ricordi le immagini dell'auto dello sfortunato cittadino di Picinisco che la mattina del 15 ottobre scorso precipitò nel torrente gonfio di pioggia che aveva eroso le sponde del ponte in località Serre.
Memori di ciò e degli altri danni causati dalla furia delle acque durante le alluvioni autunnali del 2018 e 2020, fondi statali e regionali (il totale supera il milione di euro) sono stati stanziati per cercare di porre rimedio alle devastazioni del Mollarino, il corso d'acqua più irruento e temuto della Valle di Comino.

«Ho chiesto al consorzio Valle del Liri di attivare un tavolo tecnico e permanente tra i comuni di Atina, Picinisco, San Biagio Saracinisco e Villa Latina per coordinare e individuare le priorità negli interventi necessari a mettere in sicurezza il Mollarino, che attraversa i territori di questi quattro comuni», dice Luigi Rossi, sindaco di Villa Latina.

Le maggiori preoccupazioni sono i ponti di comunicazione tra i comuni: infatti, dei quattro ponti sotto osservazione, tre sono sul confine comunale tra Picinisco e Villa Latina, ma, tolto quello delle Serre (chiuso dall'ottobre scorso), restano in servizio quello in località Pisciavini e in località Immoglie. Solo che quest'ultimo è un ponte di tipo Bailey, cioè un ponte in travi di ferro e piano viabile con tavole di legno (un ponte militare), non proprio adatto al transito di qualsiasi veicolo.

Resta il ponte in località Pisciavini (anno1962), anch'esso, però, malato: in atto, tra gli altri, i lavori sul tratto del torrente (spesa di quasi 590.000 euro) con il consolidamento delle pile d'appoggio.
Con molto realismo, gli enti preposti alla cura e manutenzione delle opere di loro competenza sul Mollarino intendono guadagnare tempo prima che il prossimo autunno riproponga il copione di quelli scorsi.