Due ore di sciopero in tutte le aziende metalmeccaniche, a partire da oggi. L'iniziativa unitaria di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm interesserà anche l'indotto Stellantis di Cassino. Dopo il sit-in a Montecitorio di maggio, ora le sigle tornano a far sentire la propria voce. Come evidenziato nei giorni scorsi, le vendite del marchio Alfa Romeo sono in netto calo. Questo significa meno commesse ai fornitori. Di conseguenza, una volta che saranno terminati gli ammortizzatori sociali, si potrebbe procedere ai licenziamenti. Non c'è più infatti il blocco ai licenziamenti che era stato introdotto nella fase acuta dell'emergenza sanitaria. I sindacati non ci stanno e, in maniera unitaria, hanno proclamato due ore di sciopero in tutte le fabbriche metalmeccaniche italiane a partire da oggi, anche a Cassino.

La questione
Argomentano Cgil, Cisl e Uil: «Dopo lo sblocco dei licenziamenti voluto dal governo Draghi e dalla Confindustria nei giorni scorsi alcune aziende e multinazionali (Gkn, Whirlpool, Gianetti Ruote e altre ancora) hanno avviato le procedure per il licenziamento di centinaia e centinaia di lavoratori. Si tratta di decisioni inaccettabili, che colpiscono l'insieme del mondo del lavoro, che vanno contrastate con fermezza da tutti i metalmeccanici per difendere l'occupazione, il reddito dei lavoratori, impedire la riduzione della capacità industriale del paese, evitare che altre aziende seguano questi negativi esempi e rivendicare allo stesso tempo investimenti e politiche industriali in tutto il territorio nazionale».

Le ingenti risorse pubbliche messe a disposizione dalla comunità europea sul Pnrr vanno utilizzate per innovare il sistema produttivo del paese, realizzare la transizione ecologica e digitale, dare soluzioni alle tante crisi aperte, creare nuova e stabile occupazione. «Per fare questo, per accompagnare questo processo, occorre riformare gli ammortizzatori sociali, renderli universali, ma anche vincolare le ingenti risorse pubbliche destinate alle imprese a precisi vincoli sociali a partire dalla difesa dell'occupazione, al superamento della precarietà lavorativa, alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro - continuano le sigle - Per tutte queste ragioni occorre mobilitarsi e chiedere al Governo di intervenire presso la Confindustria per bloccare i licenziamenti, rispettare l'avviso comune sull'utilizzo degli ammortizzatori sociali sottoscritto con Cgil Cisl e Uil, dare soluzioni alle crisi aperte, aprire con il sindacato tavoli di confronto nei principali settori industriali a partire dall'automotive, dalla siderurgia, dall'elettrodomestico.

Scioperiamo per dire No ai licenziamenti, riformare gli ammortizzatori sociali e difendere l'occupazione, dare finalmente soluzioni concrete e positive alle crisi aziendali aperte, vincolare gli investimenti del Pnrr ad una occupazione stabile e ad un lavoro in salute in sicurezza. Per impedire alle multinazionali e ai fondi di investimento di speculare e distruggere l'industria e il lavoro. Le due ore di sciopero vanno effettuate con assemblee in tutti i luoghi di lavoro a partire da oggi e fino a fine mese».