Morire a cinquant'anni per la puntura di una o più vespe: un destino beffardo e crudele per un bravo padre di famiglia. Ieri mattina Alberto Fontana si stava dedicando alla sistemazione e al riassetto del terrazzo della villetta di famiglia, in località Osteria della Fontana. Probabilmente spostando alcune lastre, una o più vespe lo hanno punto. Consapevole della necessità di un pronto intervento, l'uomo ha chiamato i familiari. Sul posto sono giunte l'ambulanza e l'automedica dell'Ares 118, seguite dai mezzi di servizio dei vigili del fuoco di Fiuggi.

Le operazioni di primo soccorso sono state prestate direttamente sul terrazzo: defibrillatore, innesto della flebo, dosi dei medicinali necessari. Dopo circa un'ora, quando il povero Alberto sembrava reagire alle prima manovre di soccorso, è spostato al piano terra e da qui all'esterno, sulla barella posizionata poi nell'ambulanza pronta a partire verso l'ospedale. All'improvviso però le sue condizioni sono peggiorate: i sanitari hanno tentato l'impossibile affinché il generoso cuore dell'uomo continuasse a battere.

Ogni sforzo, però, si è rivelato inutile: un arresto cardiocircolatorio lo ha stroncato.
I familiari, sconvolti per l'improvvisa morte del loro caro, non riuscivano a credere a quanto accaduto; un uomo giovane, generoso, altruista, che improvvisamente non dava più segni di vita. Intanto sul posto è arrivato anche il maresciallo vicario del Comando stazione dei carabinieri di Anagni per le incombenze di competenza.
Alberto Fontana lascia la giovane moglie e due figli, oltre ad altri parenti che vivono nei pressi della sua abitazione.

Una tragedia, un avvenimento scioccante che ha gettato nel dolore i familiari e i tanti amici di Alberto.
Proprio oggi, 19 luglio, cade il terzo anniversario della morte di Anna Maria Ascenzi, moglie dell'consigliere comunale Mario Di Giulio, morta nel 2018 a seguito della puntura di un calabrone. E anche ieri, come tre anni fa, in molti hanno rinvigorito la polemica sull'assenza in città di un pronto soccorso che in casi del genere, in cui il tempo che passa prima dell'intervento sanitario è decisivo, rassicurerebbe la cittadinanza.

Ancora una volta sotto accusa, oltre che il destino atroce, un sistema sanitario che mostra i propri limiti.
Dopo la prematura scomparsa di Anna Maria nacquero comitati e gruppi d'azione e si diede vita ad eclatanti manifestazioni di protesta. Seguirono impegni e prese di posizione, ma a tutt'oggi nulla di fatto.