Non sarebbe stato "solo" il video a convincere il gip. Ma a confermare l'impianto accusatorio della procura anche le testimonianze rese da due dei tre coindagati. Udienza di convalida ieri mattina per Francesco Vizzaccaro, il giovane residente a Cervaro posto mercoledì in stato di fermo con l'accusa di essere stato l'autore materiale della sparatoria di viale Dante, a Cassino.

La ricostruzione
L'8 maggio scorso gli agenti della Squadra Mobile agli ordini del dottor Flavio Genovesi e i colleghi del Commissariato guidati dal vice questore Giovanna Salerno coordinati dal pm Bulgarini Nomi si sono trovati tra le mani un caso affatto facile: la vettura di un giovane commerciante crivellata di colpi e la necessità, prima di tutto, di capire perché qualcuno aveva osato tanto, al limite del coprifuoco imposto per le regole anti-Covid, in pieno centro. Due mesi d'indagine e una prima immediata risposta: un fermo e altri tre indagati, tutti tra 18 e 22 anni. In stato di fermo finisce Francesco Vizzaccaro, ventenne residente a Cervaro. La pista è quella di un debito di droga non pagato.

Non parla
Francesco Vizzaccaro ha scelto la strada del silenzio. Assistito a distanza dal suo avvocato, Emanuele Carbone, nell'udienza di convalida di ieri mattina su Teams si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip, a conclusione dell'udienza, si è riservato, comunicando la sua decisione solo in tarda serata. Misura convalidata, Vizzaccaro resta in carcere. E a pesare, come emerso in prima battuta, oltre al video nelle mani della polizia, anche le accuse mosse a suo carico da due dei coindagati. La difesa del ventenne annuncia ricorso al Riesame.