In un semestre in cui il mercato dell'auto mostra il segno "più" rispetto ai primi sei mesi del 2020, caratterizzato però dalla fase acuta dell'emergenza sanitaria e dal lockdown, il marchio Alfa Romeo fa peggio anche rispetto allo scorso anno perdendo comunque un 3% mentre al paragone con giugno 2020 la cifra è del 16,5%. Basta questo dato per dare idea della crisi che sta mettendo in ginocchio lo stabilimento Fca Cassino Plant e l'indotto Stellantis ai piedi dell'abbazia dove si producono i modelli del Biscione Giulia e Stelvio. Senza più Giulietta e in attesa del suv.

La forte crescita registrata dal mercato europeo (+13% a giugno e +27% nel primo semestre) non si traduce in una crescita delle vendite per il Biscione. Tuttavia guarda al futuro con ottimismo il Ceo di Alfa Romeo, Imparato, che nei giorni scorsi ha evidenziato: «L'obiettivo è l'eccellenza. Per raggiungerla ha detto Imparato si comincia proprio dalla selezione dei materiali. I nostri fornitori, compagni di un viaggio che ha come meta il primo veicolo elettrificato del brand, dall'autentico Dna Alfa Romeo con i più alti standard qualitativi».

Poi ha evidenziato: «Con le nuove piattaforme si può fare tutto, vedremo in base al livello di potenza. Quello su cui non si discute sono le qualità di handling, che devono essere da vera Alfa. Partendo dai "mattoni tecnologici" che offre il gruppo Stellantis, stiamo lavorando sulla nostra interpretazione». E sulla gamma prodotti, il manager ha fatto anche qualche indicazione sulla gamma futura, che si allargherà verso il basso con modelli più accessibili e più vicini alla tradizione del marchio: voglio avere una risposta perchi inpassato miha fatto l'onore di comprare una Giulietta o una Mito.
Nel 2022, 23, 24 vedrete Alfa Romeo tornare con offerte di prodotto che ci permettano di rivolgerci al cliente che ama il marchio da sempre, ma forse non ha isoldi per comprare uno Stelvio o una Giulia. Io sono nato in Alfa Romeo perché mio padre aveva una Giulia 1300,e poi un'Al fetta, ma non era pieno di soldi. Alfa Romeo era "bellezza per tutti". Allargheremo il campo in questa direzione: abbiamo un piano prodotto validato per i prossimi dieci anni, ma lo sveleremo un po' per volta».

E torniamo ai freddi numeri delle immatricolazioni: quelli relativi al mercato europeo per il solo mese di giugno li ha resi noti ieri l'Acea. Nel mese di giugno in Unione Europea, Efta e Regno Unito sono state immatricolate 1.282.503 auto, il 13,3% in più dello stesso mese del 2020. Nei sei mesi il gruppo ha venduto 1.378.773 vetture, in crescita del 32,1%. La quota sale al 21,3% rispetto al 20,5% dello stesso periodo dell'anno scorso.
La reale situazione del mercato automobilistico europeo nel primo semestre di quest'anno emerge chiaramente confrontando i dati delle immatricolazioni con quelli dell'ultimo primo semestre "normale" che è stato quello del 2019: si registra un calo del 23%. Lo sottolinea il Centro Studi Promotor.

Guardando la situazione dei costruttori nell'Unione Europea (includendo anche Efta e Regno Unito), il Gruppo Volkswagen domina la scena con 345.633 vetture immatricolate (+26,1% rispetto al 2020). Tra i marchi ottime le performance di Volkswagen (155.168 unità), Skoda (65.430) e Audi (69.560), tutti in crescita rispetto al 2020. Secondo posto tra i costruttori per Stellantis, che si ferma a 258.657 targhe (+11,5% rispetto al 2020). Dei suoi marchi, Peugeot con 72.793 targhe fa registrare una leggera flessione rispetto al 2020, al contrario di Fiat che cresce del 19,2% attestandosi a quota 55.633. Bene anche Opel che fa segnare un più 26,7% attestandosi a quota 53.940. Cresce anche Jeep: 14.244 auto (+33,8%). Male AlfaRomeo - come detto che continua a perdere terreno attestandosi a quota 2.722 auto (-16,2%) e, detto brutalmente, fa peggio del Covid.