Ceprano non è più un paese "Covid free", infatti sono stati registrati tre nuovi casi di positivi al virus. Il dato la dice lunga sull'evoluzione della pandemia che, dopo l'atteso stop, torna a riaffacciarsi nonostante le alte temperature e la possibilità di stare all'aperto.

Una conferma che non bisogna abbassare la guardia, tantomeno ridurre le precauzioni e pensare che la battaglia sia conclusa. Quindi, si riaccende l'attenzione a Ceprano sul bollettino relativo al Coronavirus: i contagi sono risaliti a dimostrazione che l'andamento della pandemia, anche a livello locale, risulta in linea con i numeri registrati in Italia.

Sebbene la pressione sul sistema sanitario ospedaliero non sia preoccupante, come i decessi, la comparsa di nuovi casi in territori dove si era raggiunto lo zero preoccupa. Ceprano non dimentica il sacrificio della prima vittima in provincia, nè quella del 47enne e comunque nessuno dei suoi oltre venti concittadini deceduti a causa del Covid-19, anziani e non, persone con qualche patologia, ma anche sane, che a un certo punto non sono riuscite a vincere la loro battaglia contro il virus killer e purtroppo ci hanno lasciato.

Dunque, non bisogna vivere in totale libertà pensando che non ci siano più rischi e che non ci si possa contagiare. È necessario vaccinarsi e creare una barriera protettiva, oltre a rispettare il distanziamento e usare la mascherina. Bisogna essere consapevoli della situazione e non sottovalutare determinati segnali, che annunciano un ritorno del Covid tutt'altro che confortante.

La situazione impone responsabilità, per cui la libertà conquistata deve essere tutelata con comportamenti corretti, senza ignorare che non si è tornati alla totale normalità e che l'emergenza potrebbe riaffacciarsi, privando tutti di ogni libertà conquistata con grande sacrificio. Fortunatamente, i tre nuovi casi registrati non destano preoccupazione.

Allarma il fatto, però, che dopo circa sei settimane di assenza dei contagi, lo spettro del virus si è riaffacciato in paese. Non si può stare tranquilli, ma neppure vivere nel terrore. Sicuramente deve esserci in tutti la consapevolezza che il Covid-19 continua a circolare e che ci si può ammalare ancora.