Revocata la misura della custodia cautelare in carcere e disposta l'applicazione in via provvisoria della misura di sicurezza della libertà vigilata con obbligo di cure, mediante inserimento in un opportuno piano terapeutico da parte del centro di salute mentale dell'Asl.

È quanto deciso dal giudice che ha accolto in pieno istanza dell'avvocato Mario Cellitti, per la sua assistita Vanessa Favoriti di Ferentino. La donna è stata arrestata più di dieci volte dal 2014. Stando alle accuse, in evidente stato di alterazione psicofisica si era presentata più volte nella stazione carabinieri di Ferentino e si era scagliata contro i militari, colpendo con calci e pugni il comandante e alcuni militari presenti.

Aveva, inoltre, danneggiato suppellettili e attrezzature in dotazione al reparto, lanciandoli anche contro gli uomini dell'Arma, opponendo resistenza. Per lei erano scattate le manette e il giudice aveva deciso di trasferirla in una struttura residenziale sanitaria a Sant'Elia Fiumerapido.
Ma poco dopo, la ferentinate, è evasa raggiungendo, nuovamente, la caserma al fine di aggredire le forze dell'ordine come già avvenuto in passato.

In un altro episodio la giovane aveva scavalcato la recinzione della zona militare, aveva raggiunto la caserma e opposto resistenza, distruggendo documentazione e suppellettili. Tra le accuse anche la simulazione di reato. Aveva, infatti, riferito di essere stata violentata da ignoti a Tecchiena, nel comune di Alatri. Aveva lanciato l'allarme e sul posto era intervenuta una pattuglia di carabinieri. Le indagini hanno, però, accertato che si trattava di una simulazione di reato.

Il suo difensore, l'avvocato Mario Cellitti, aveva richiesto il rito abbreviato subordinato all'espletamento di una perizia psichiatrica. E dalla perizia è emersa la semiinfermità a causa della condizione psicofisica della giovane. A inizio anno era stata scarcerata, ma poi un nuovo Il tribunale di Frosinone rinvio a giudizio per aver malmenato un agente penitenziario di Rebibbia.
L'altro ieri la sentenza di condanna a otto mesi di reclusione. Accolta l'istanza dell'avvocato con la revoca della custodia in carcere e la rimessa in libertà per essere sottoposta alle cure necessarie.